OFFIDA – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione, da parte del circolo di Rifondazione Comunista di Offida.

Il circolo di Rifondazione Comunista di Offida prende le distanze dall’iniziativa su Miss Italia promossa dall’amministrazione comunale per venerdì 8 luglio in Piazza del Popolo.

Dopo il lodevole patrocinio al Progetto Proserpina, dedicato alla figura delle donne offidane e alla promozione del loro lavoro e del loro fondamentale ruolo nella società, pensiamo che l’organizzazione di un concorso di bellezza da parte dell’amministrazione rappresenti un grave passo indietro: crediamo che gli esseri umani, siano essi uomini e donne, non meritino di essere mostrati e valutati sulla base esclusiva di canoni estetici estremamente discutibili, con un numero affisso sul corpo e peggio ancora con un televoto.

Crediamo che l’amministrazione comunale avrebbe fatto bene a rinunciare a Miss Italia: sarebbe stata una scelta moderna e coraggiosa, in linea con quella fatta anni fa dalla Rai, che decise – giustamente – di non trasmettere più il concorso di bellezza, e con le indicazioni del Presidente della Camera Laura Boldrini. Per quanto ci riguarda da sempre siamo in prima linea per la promozione dell’uguaglianza di genere, di recente anche organizzando un importante dibattito con studiose della questione proprio a Offida.

Ricordiamo che le condizioni delle donne nel nostro paese sono ancora lungi dall’essere uguali a quella degli uomini. Le aggressioni e i femminicidi sono in aumento, a dimostrazione che tra gli uomini italiani serpeggia ancora la convinzione che mogli e fidanzate siano “proprietà privata”. I salari delle donne sono sensibilmente più bassi di quelli degli uomini a parità di mansione (- 10,9%, dati Istat). Non solo: le donne scontano anche un preoccupante ritorno delle idee più reazionarie in tema di maternità, tanto che – ad esempio – nell’ospedale civile di Ascoli Piceno è quasi impossibile trovare un ginecologo disposto a praticare l’interruzione della gravidanza: ciò ci è valso un imbarazzante servizio sul New York Times.

Chiediamo all’amministrazione comunale di rinunciare definitivamente a Miss Italia e promuovere iniziative che valorizzino la figura delle donne nella nostra città. Come fatto con il Progetto Proserpina, si promuovano altri valori: la creatività, il saper fare, il coraggio, la fantasia. Soprattutto, però, si promuovano i diritti.

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