ASCOLI PICENO – Quali opportunità per il territorio. Di questo si è parlato il 27 luglio nella sala del consiglio provinciale di Ascoli nel corso dell’incontro organizzato dalla Regione Marche per illustrare ai numerosi rappresentanti istituzionali, delle imprese e dei lavoratori intervenuti, le possibilità di ripartenza del Piceno dopo il riconoscimento da parte del Ministero dello sviluppo economico dell’area di crisi complessa avvenuto l’11 febbraio scorso e la ripartizione da parte della Regione dei fondi europei del Por Fesr Marche.

Nell’occasione è stato fatto anche il punto della situazione. “Continuiamo anche in quest’ultimo scorcio di luglio – ha spiegato la vicepresidente Anna Casini -, l’attività di confronto della Regione con il Ministero dello sviluppo economico nell’ambito del Gruppo di coordinamento e controllo dell’area di crisi industriale complessa dei territori del Piceno e della Val Vibrata per la stesura della bozza finale di PRRI (Progetto di riconversione e riqualificazione industriale) e per la definizione della “call”, la cui uscita è attesa per settembre, dopo la pausa estiva. Per il primo aspetto si è pervenuti ad una definizione del bacino dei lavoratori da ricollocare e dell’offerta localizzativa, vale a dire di tutte le opportunità, sia di contesto che di incentivi, che possono concorrere alla crescita e allo sviluppo dell’area di crisi. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto è in corso di completamento la redazione della “call”, ovvero dell’invito a manifestare interesse, rivolto a tutte le imprese che intendano investire nell’area. Obiettivo: pervenire ad una preliminare valutazione del fabbisogno di strumenti agevolativi, sia nazionali che regionali, al fine di ottimizzare la costruzione delle misure da attivare a partire dal prossimo autunno. Non c’è tempo da perdere, il territorio sta già aspettando da troppo”.

Sono seguiti gli interventi sulle “Misure per il rilancio degli investimenti e dell’occupazione nelle aree di crisi industriale” di Fabrizio Costa (segretario generale Regione Marche), Roberta Maestri (dirigente Attività produttive Regione Marche) e Fabio Montanini (dirigente Politiche del lavoro Regione Marche). Quello del Piceno-Val Vibrata è il primo riconoscimento di area di crisi industriale interregionale in Italia e i tempi sono stati da record grazie all’impegno della giunta regionale e della collaborazione dei parlamentari marchigiani e del Ministero.

In termini complessivi per il Piceno esiste già un pacchetto di manifestazioni di interesse per un ammontare di investimenti pari a oltre 125 milioni di euro a fronte di un incremento occupazionale di oltre 300 unità. Gli interventi previsti e le manifestazioni di interesse ad investire già pervenute all’atto della presentazione dell’istanza di riconoscimento di dicembre 2015 serviranno per azionare le principali leve verticali/settoriali (agroalimentare, meccanica-meccatronica, chimica-gomma-plastica, turismo) e orizzontali/strategiche (grandi industrie, innovazione – formazione, aggregazioni, nuova imprenditoria, impegno del territorio). Per quanto riguarda i fondi europei la giunta regionale a marzo ha ripartito i 17 milioni di euro che il Por Fesr Marche assegna alle tre aree di crisi produttiva e occupazionale sul territorio: Piceno, zona in sofferenza per la crisi del legno-arredo della provincia di Pesaro e Urbino, ex A. Merloni.

All’area di crisi del Piceno vanno 5,857 milioni, a quella di Pesaro e Urbino 5,623 milioni, alla ex A. Merloni 5,519 milioni. L’assegnazione destina 3 milioni a ciascuna area (per un totale di 9 milioni), mentre i rimanenti 8 sono assegnati, percentualmente, sulla base dei tassi di disoccupazione dei Comuni di ciascuna area. Le risorse destinate al Piceno saranno disponibili alla sottoscrizione dell’Accordo di programma con il Ministero dello Sviluppo economico, che approva il progetto di riconversione e riqualificazione dell’area di crisi complessa Piceno-Val Vibrata.

L’intervento destinato a promuovere la competitività delle piccole e medie imprese ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo occupazionale e produttivo delle aree territoriali della Regione Marche colpite da crisi diffusa, attraverso un progetto complessivo di rilancio di queste zone. Importanti le tipologie progettuali ammissibili, a sostegno di imprese nascenti e per lo sviluppo e il consolidamento di quelle già radicate sul territorio.

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