ANCONA – Nel 2016 sono quintuplicate le aperture di giovani imprese agricole, a testimonianza del crescente interesse per l’agricoltura da parte delle nuove generazione. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche in occasione della cerimonia di consegna degli Oscar Green alle giovani imprese innovative, il premio nazionale promosso sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana da Coldiretti Giovani Impresa. Nel primo trimestre del 2016 sono state ben 165 le aperture di imprese under 35, contro le 34 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Una voglia di campagna spinta dalle opportunità offerte dal nuovo Piano di sviluppo rurale. Basti dire che per il primo bando per l’insediamento giovani sono arrivate 350 domande, per un totale di 109 euro di investimenti.

E intanto la schiera di aspiranti imprenditori sembra destinata a crescere. Secondo un’analisi Coldiretti su dati dell’Ufficio Scolastico regionale delle Marche, gli iscritti al prossimo anno scolastico per gli istituti tecnici e professionali di agraria sono saliti a 727, con un aumento del 19 per cento nel confronto con lo scorso anno.

Un ritorno alla terra che, come affermato dalla delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, l’imprenditrice osimana Maria Letizia Gardoni, deve però essere sostenuto da politiche più mirate.

“Occorre una serie di misure che rivedano la semplice politica di primo insediamento dei giovani in agricoltura – spiega la leader dei giovani agricoltori italiani – per passare ad una politica più ampia a favore delle imprese giovani imprese agricole dove l’insediamento è solo una parte di questa. Le imprese nascono e devono essere aiutate a svilupparsi nei primi anni di vita, con strumenti che rispondano in modo efficace alle loro esigenze e non a quelle della pubblica amministrazione”.

In particolare, occorrono interventi per un più facile accesso alla terra; per favorire l’incremento dell’occupazione con politiche innovative che agiscono sugli oneri previdenziali; per lo sviluppo e la crescita delle giovani imprese agricole, anche dopo il primo insediamento, con investimenti per l’innovazione agevolati ed un più facile accesso al credito; per una formazione continua dei giovani agricoltori e di coloro che aspirano ad intraprendere in agricoltura; per intensificare l’uso delle nuove tecnologie tra i giovani agricoltori e diminuire il digital devide delle aree rurali; per ampliare i confini della multifunzionalità nella gestione dei beni comuni.

Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Istat, nelle Marche sono ottomila i giovani sotto i 40 anni che oggi  lavorano stabilmente in campagna, come conduttori aziendali o come manodopera, familiare e non. Se si guarda solo alle aziende di grandi dimensioni la percentuale di imprese guidate dai giovani sale al 25 per cento.

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