SAN BENEDETTO DEL TRONTO -La dispersione dei rifiuti in acqua ha, infatti, delle ripercussioni enormi nell’economia locale e globale. Secondo uno studio commissionato dall’Unione Europea, il marine litter costa all’Ue ben 476,8 milioni di euro l’anno. Un fenomeno assai grave dal punto di vista ambientale, economico e turistico. Da qui l’urgenza, anche nella regione Marche, di mettere in atto programmi concreti per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera, cosi come previsto da uno degli indicatori della Direttiva Europea Marine Strategy.

Questi i temi che saranno affrontati al porto turistico di San Benedetto del Tronto, nel corso della tavola rotonda “Rifiuti marini: gli impatti e le opportunità. Proposte e politiche di attuazione della marine strategy nelle Marche”, in occasione dell’arrivo nelle Marche della Goletta Verde di Legambiente.

Nel corso del suo tour lungo le coste italiane l’imbarcazione ambientalista ha condotto un’indagine sulla presenza dei rifiuti nei mari italiani, una ricerca durata per due estati (2014-2015) e frutto di 2.600 Km di navigazione, 120 kmq di mare monitorato, 205 ore di osservazione diretta di rifiuti e 8 transetti che hanno riguardato la presenza di plastiche in mare.

Dei 2597 rifiuti galleggianti monitorati da Goletta Verde ben il 95% è costituito da plastica, soprattutto teli(39%) e buste di plastica, intere e frammentante (17%), concentrate soprattutto nel Mar Adriatico (dove se ne contano 5 ogni kmq). Seguono cassette di polistirolo e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Il restante 5% dei rifiuti marini è costituito da carta (54%), legno manufatto (21%), metalli (12%), gomma (6%), tessili (4%) e vetro (3%). Su un impatto totale del 12%, lapresenza più massiccia dei rifiuti legata al settore pesca è stata registrata nel mar Adriatico (55%) e, in particolare, nella parte centro-settentrionale dove è presente il 43% di tutti i rifiuti monitorati a livello nazionale.

“I dati raccolti a bordo di Goletta Verde, così come quelli raccolti dai nostri volontari nell’indagine sulla Beach litter confermano la gravità di un problema acclarato anche dalla comunità scientifica internazionale e per il quale bisogna adottare urgenti misure di intervento e prevenzione – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. È fondamentale riunire attorno ad un tavolo amministrazioni, cittadini e soprattutto le aziende che lavorano in mare ogni giorno per tentare di risolvere un problema verso il quale è possibile porre un freno solo se agiamo in tempo, contribuendo così anche a rilanciare i territori e l’economia locale”.

Nelle Marche sono sei le spiagge presenti nell’indagine per un’area complessiva pari a 18160 mq, l’equivalente di quasi 234 campi di beach volley, dove stati rinvenuti 3100 rifiuti spiaggiati, il 9% a livello nazionale e di questi circa l’80% ha dimensione inferiore a 25 cm. La percentuale di plastica riscontrata, l’83,5%, è maggiore della media nazionale dell’indagine (76%).

Nello specifico sono state monitorate le spiagge di Torrette di Ancona, quella della Marina di Montemarcianoe la spiaggia Marzocca a Senigallia; la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto, il lido San Tommaso a Fermo e la spiaggia Faleriense a Porto Sant’Elpidio  Sul totale dell’area indagata sono stati trovati una media di 517 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia.

Nella classifica dei rifiuti più trovati troviamo al primo posto i frammenti (minori di 50 cm) costituiti da plastica e polistirolo; tappi e coperchi sono al secondo posto dei rifiuti più numerosi, seguono le bottiglie di plastica e le stoviglie usa e getta, tutte tipologie di rifiuto con una percentuale sui rifiuti regionali più elevata rispetto a quella nazionale. Entrano nella classifica le cartucce per i fucili da caccia con il 4%, portate sulle spiagge dai fiumi la cui vicinanza caratterizza 5 spiagge su 6 di quelle campionate, e anche le buste di plastica che sono il 2,4% dei rifiuti catalogati. Da evidenziare, inoltre, la presenza massiccia di rifiuti da pesca presso la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto che conta un’incidenza di questo tipo di rifiuti del 10% contro la percentuale nazionale del 6%.

In Adriatico, in generale, quest’anno sono state 10 le spiagge monitorate, sulle quali sono stati ritrovati 5210 rifiuti, di cui il 75% di dimensioni minori a 25 cm, con una media di 521 rifiuti ogni 100m. Di questi, l’85% è costituito da plastica e il 17% deriva da attività legate alla pesca, a fronte di una media nazionale del 6%.

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