ASCOLI PICENO – Antonello Venditti live in una Piazza del Popolo gremita di estimatori provenienti, in  particolare, da Roma.

Una serata, quella del 20 agosto 2016, che ha portato nel salotto cittadino la musica d’autore enfatizzata dalla scrittura impegnata e romantica del cantautore romano che dal 1972 scannerizza i comportamenti sociali e li fa penetrare nei cuori del grande pubblico con la forza dell’ironia e della dolcezza con incisioni genuine, vibranti, che lasciano trasparire note malinconiche.

Il repertorio proposto si è rivelato come un prezioso damasco: l’excursus storico con celeberrimi brani ha creato la trama dalla quale spiccavano, come i tipici motivi floreali del tessuto papale, brani della sua ultima produzione, l’album “Tortuga” dell’aprile 2015.

Da “Giulio Cesare”, canzone evocativa del suo passato di studente (Liceo classico “Giulio Cesare”), a “Lilly”, “Sara”, brani che hanno tracciato la storia dei giovani anni Settanta in cui imperava il desiderio di affermazione spesso ricercato in forme di trasgressione e comportamenti disinibiti che poco avevano a che fare con la lotta per i diritti civili e l’uguaglianza tra i sessi.

Gli anni Ottanta sono stati ripresi da “Stella”, “Peppino”, “Notte prima degli esami”, “Sotto il segno dei pesci”, “Il compleanno di Cristina”, “Ci vorrebbe un amico”, “In questo mondo di ladri”, testi riflessivi che, abbinati alle proiezioni video e al gioco di luci, hanno ricreato quel decennio di benessere, di fiducia, di superficialità e di malaffare che si rivelerà solo anni dopo.

Con “Alta marea” e “Amici mai” l’entusiasmo del pubblico ha preso il sopravvento e su “benvenuti in paradiso” il pubblico ha accompagnato con ballo e canto il finale effervescente del concerto.

La maestria di Venditti di intersecare produzioni passate con gli ultimi successi come “Che fantastica storia è la vita”,“Unica”, “Dalla pelle al cuore”, “Raggio di luna”, “I ragazzi del Tortuga”, “Cosa avevi in mente”, mette in luce la lunga esperienza di questo artista dotato di creatività e di una voce unica, capace di conquistare ancora oggi un pubblico intergenerazionale.

La vena poetica che contraddistingue i suoi testi e l’apertura a coinvolgere, nei suoi arrangiamenti, musicisti protagonisti della storia del rock.

Ne è scaturito un concerto intenso, con una musica colta, limpida. Gli arrangiamenti studiati per una location così particolare come quella ascolana contornata da palazzi antichi e di dimensioni ridotte rispetto ad uno stadio, hanno prodotto suoni che aprivano a combinazioni sofisticate, in armonia tra loro.

Sapiente conoscitore della musica, Antonello Venditti ha improvvisato al pianoforte una versione inedita del brano “Sara” regalando ai suoi fan quel “tocco da maestro” proprio di un grande artista.

L’omaggio a Roma, con “Roma capoccia” e “Grazie Roma”, ha riecheggiato durante l’acclamato rientro in palcoscenico durante il quale ha lanciato anche: “Grazie Ascoli”.

 

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