ASCOLI PICENO – I docenti che non hanno aderito al facoltativo piano nazionale di assunzione previsto dalla Legge 107 del luglio 2015 e che pertanto si trovano ancora inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento (siamo ancora 45000 a livello nazionale) chiedono a gran voce il rispetto dei loro diritti professionali e lavorativi che più volte si sono visti calpestare nel corso di questo anno.

A tal fine il  gruppo  “Docenti  GaE: coordinamento  nazionale”  nasce  a  tutela,  supporto  e rappresentanza degli iscritti, precari delle graduatorie ad esaurimento,  affinché  se ne rispettino i diritti acquisiti. Non si caratterizza  né  come movimento di protesta contro la L.107 (pur non condividendone diversi aspetti)  né  condanna i docenti che hanno partecipato al  piano di  assunzione  straordinario.  Ben  presto,  però,  il  gruppo  si  è trovato,  in numerosissime occasioni,  a dover lottare contro le  proteste e le richieste dei docenti neoassunti a livello nazionale nelle fasi B e C del piano straordinario, grazie alle quali sono riusciti ad avere l’appoggio del governo per modificare, a nostro discapito, alcune delle regole sancite nella L.107 stessa; regole che sono state alla base della delicata e sofferta scelta professionale fatta la scorsa estate da tanti docenti.

Il carattere “facoltativo” della domanda di assunzione straordinaria non deve, proprio in quanto tale, costituire oggetto di discriminazione o di decisioni svantaggiose dei diritti di coloro che hanno deciso (sicuramente per validissimi motivi) di non presentarla; ciò in nome dei principi democratici che regolano i diritti di tutti i lavoratori. E’ innegabile tuttavia che, da agosto 2015 ad oggi, nessun gruppo politico si è più occupato, salvo sporadici accenni, dei precari tutt’ora nelle GaE, né tantomeno nessuna sigla sindacale si è battuta per tutelare anche i nostri diritti. Ciò ha destato in noi precari storici una grande amarezza e senso di abbandono.” È necessario che il Governo non si dimentichi di noi e non ci penalizzi ulteriormente”

Dal comitato:”La legge 107 ha determinato profonde spaccature all’interno della classe docente: i colleghi neoassunti di fase B e C spesso passano come gli eroi della situazione per aver aderito al piano assunzionale straordinario e per aver avuto il ‘coraggio’ di rischiare di essere assunti a centinaia di  chilometri da casa. In realtà, fin da subito gli è stato concesso di differire la presa incarico nella provincia di assunzione in ruolo e ottenere un incarico annuale nella propria provincia di appartenenza per l’anno scolastico 2015/2016. Non paghi di ciò hanno iniziato a spingere affinchè la legge venisse modificata, con specifico riferimento al comma108, chiedendone un duplice cambiamento:

1) deroga al vincolo triennale delle assegnazioni provvisorie (inizialmente limitata ai docenti assunti ante l’anno scolastico 2014/2015 e valida limitatamente all’a.s. 2015/2016);

2) possibilità di richiedere le assegnazioni provvisorie non solo su tutto l’organico dell’autonomia (posti destinati agli incarichi in ruolo), ma anche sull’organico di fatto (posti destinati agli incarichi di supplenza annuale).

comma 108 della legge 107 così come emanata a luglio 2015:

Comma 108. Per l’anno scolastico 2016/2017 è avviato un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell’organico dell’autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia…… per tutti i posti vacanti e disponibili inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell’anno scolastico 2015/2016 ai soggetti di cui al comma 96, lettera b), assunti ai sensi del comma 98, lettere b)e c). Successivamente, i docenti di cui al comma 96, lettera b), assunti a tempo indeterminato a seguito del piano straordinario di assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sede provvisoria per l’anno scolastico 2015/2016, partecipano per l’anno scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilità su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, ai fini dell’attribuzione dell’incarico triennale.

Nello stesso comma (108) si parla anche delle assegnazioni provvisorie:

Limitatamente all’anno scolastico 2015/2016, i docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015, anche in deroga al vincolo triennale sopra citato, possono richiedere l’assegnazione provvisoria interprovinciale. Tale assegnazione può essere disposta dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel limite dei posti di organico dell’autonomia disponibili e autorizzati.

Con il termine assegnazione provvisoria si fa riferimento alla mobilità annuale, richiesta quando un docente in ruolo non ottiene il trasferimento sulla provincia per cui fa domanda di mobilità. L’assegnazione provvisoria ha durata annuale ed è soggetta al alcune restrizioni, può essere richiesta solo dopo tre anni dall’immissione in ruolo a meno che il soggetto non detenga determinati requisiti che sono: figli al di sotto dei tre anni e beneficiari di legge 104.

L’emendamento della senatrice Puglisi  (PD) al  ddl  2299 dell’aprile 2016 ha modificato il comma 108 a favore dei docenti neoassunti 2015/2016 in quanto ha consentito a tutti loro di poter richiedere l’assegnazione provvisoria fin da questo anno scolastico (2016/2017), in deroga al vincolo triennale. A questo punto tutti i docenti possono richiederla, poiché i requisiti per fare tale domanda sono molto più estesi (si può richiedere per semplice ricongiungimento al coniuge, al figlio o al genitore).

L’emendamento Puglisi risulta fortemente lesivo per le GaE in quanto le assegnazioni provvisorie ricadranno non solo sui posti destinati alle immissioni in ruolo ma anche su tutti i posti di fatto destinati agli incarichi annuali (le cosiddette supplenze). A questo punto noi residuali gaerischiamo fortemente per l’imminente anno scolastico di non vederci assegnati neanche gli incarichi di supplenza annuale, conferiti dal provveditorato, che ci permettono di continuare a lavorare e a mantenere le nostre famiglie e i nostri figli. Senza considerare il fatto che la legge in base alla quale tutti noi abbiamo fatto determinate scelte è stata modificata dal Governo stesso solo pochi mesi dopo averla emanata.

Nel rispetto anche dei nostri diritti sarebbe stato più giusto chiedere che solo una parte dell’organico  di  fatto venisse utilizzato  per  le  assegnazioni  provvisorie, lasciando il restante agli incarichi fino al termine delle attività didattiche (incarichi al 30 giugno).

Basta far passare ai media e ai politici “distratti” il messaggio della deportazione dei docenti di fase  B e C perchè secondo la L.107 la domanda nazionale di immissione in ruolo era facoltativa e coloro che vi hanno aderito hanno accettato consapevolmente il rischio concreto di potersi trasferire anche a centinaia di chilometri di distanza dalla provincia di residenza. Ero tutto scritto e chiaro, ma come di consuetudine in Italia ci si affida al detto ‘Fatta la legge, trovato l’inganno’.

A questa situazione già complessa e delicata si vanno ad aggiungere ulteriori problemi per noi docenti GAE. Infatti, in seguito agli errori prodotti nelle operazioni di mobilità dei neoassunti, avvenute lo scorso luglio, abbiamo appreso l’intenzione del MIUR di attuare la procedura di conciliazione per sanare tali errori utilizzando sempre posti in organico dell’autonomia e in organico di fatto che sarebbero stati destinati a noi.

Riteniamo opportuno che gli errori commessi nella fase di mobilità vengano sanati attraverso la ripetizione dell’intero processo di mobilità poiché la soluzione proposta dal Miur non solo non garantirebbe equità, infatti non annullando le operazioni già disposte creerebbe numerosi contenziosi, ma inciderebbe pesantemente sulle nostre future immissioni in ruolo e sugli incarichi annuali.

Chiediamo, dunque, il rispetto della legge 107 e della nostra categoria di docenti Gae come lavoratori, chiediamo di rispettare il nostro diritto di poter lavorare e chiediamo al Governo che non vengano prese ulteriori misure legislative che vadano ulteriormente a ledere i nostri diritti.

Auspichiamo, inoltre, che non ci siano ‘azioni regionali’ mirate a favorire una categoria di docenti a sfavore dell’altra”.

Docenti GAE.

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