ARQUATA DEL TRONTO – “Certo di interpretare il commosso sentire di tutti i 130.000 iscritti alla Fondazione, ho incaricato la Presidente Regionale FAI Marche, Alessandra Stipa Alesiani di prendere contatto con le autorità civili e religiose di Arquata del Tronto al fine di individuare un monumento simbolico e identitario della cittadina che – a fronte di una raccolta fondi che il FAI lancerà in un tempo breve – possa essere oggetto di un celere restauro in grado di consentire alla popolazione di rientrarne al più presto in possesso”. Così ha dichiarato il presidente Andrea Carandini.

Non nasce oggi il profondo legame tra il FAI e il borgo di Arquata del Tronto: già nel marzo di quest’anno, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, la Fondazione aveva lavorato fianco a fianco con la cittadinanza e grazie all’impegno dei volontari della Delegazione FAI locale, aveva aperto al pubblico alcuni luoghi che ne raccontavano la storia, al fine di far conoscere a tutti gli italiani le eccellenze di questo territorio prezioso.

L’impegno del FAI – che in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009 si è occupato del recupero della Fontana delle 99 cannelle, diventato il primo monumento restituito al capoluogo abruzzese, e nel 2012 del restauro del Municipio di Finale Emilia distrutto dal terremoto – vuole essere un atto di partecipazione al dramma della popolazione colpita dal sisma e un piccolo passo per il recupero dell’identità del borgo di Arquata del Tronto, un patrimonio prezioso che non può assolutamente andare perduto.

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