ASCOLI PICENO – Vittorio Sgarbi si fa portavoce dell’iniziativa che si svolgerà dal 7 al 10 dicembre 2016, in collaborazione con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, per scoprire la figura dell’artista rinascimentale amatriciano Nicola Filotesio conosciuto come Cola dell’Amatrice.

Una mostra itinerante suddivisa in quattro città: Milano – presso la casa-museo Bagatti-Valsecchi dove saranno esposte tre opere, Mantova – presso il palazzo Te, Ascoli Piceno – presso la Pinacoteca Civica (già sede delle opere di Cola dell’Amatrice) e L’Aquila nella Chiesa di San Bernardino la cui facciata porta la sua firma.

Una vita oscurata dal provincialismo, quella del poliedrico e significativo artista Nicola Filotesio, originario di Amatrice che, nei primi anni del Cinquecento, si stabilisce ad Ascoli Piceno e qui emerge come pittore, architetto e scultore.

Cola dell’Amatrice arriva in una Ascoli impermeata dall’aura di Carlo Crivelli, il celebre pittore Veneto del Quattrocento anch’esso stabilitosi in città e scomparso nel 1495, dove lasciò numerosi capolavori pittorici di scuola tardo gotica e le cui minuziose rappresentazioni della realtà del tempo sono diventate la linea guida per la creazione dei costumi della Quintana, la rievocazione storica medievale che caratterizza l’estate ascolana.

L’artista Amatriciano, legato alle sue origini e alla città ascolana da quella amicizia storica per la quale Ascoli e Amatrice si sono trovate alleate nelle battaglie per la cacciata degli invasori angioini, vive appieno il Rinascimento, trova in Raffaello e Michelangelo la sua guida e fa giungere fino a noi opere pregevoli nella pittura come “La Sacra Famiglia” unica opera presente ad Amatrice e conservata nel museo civico all’interno della Chiesa di Sant’Emidio; la ”Natività con i Santi Girolamo, Francesco, Antonio da Padova, Giacomo della Marca, Domenico” realizzato per la Chiesa di San Francesco e ora esposto nella Pinacoteca civica insieme ad altre opere nella sala a lui dedicatagli; altre opere si trovano presso i Musei Capitolini di Roma e i Musei Vaticani.

Ad Ascoli, la facciata della Cattedrale, vanto della città, dedicata al Santo Patrono Sant’Emidio, è la realizzazione del progetto ideato da Cola dell’Amatrice così come è sua la parte posteriore di Palazzo di Capitani, gli affreschi dell’oratorio della Chiesa di San Francesco, opere pittoriche come il polittico per la Chiesa di San Bartolomeo alle Piagge (AP), la “Pala di Folignano” (AP), l’opera “Istituzione della SS. Eucaristia” conservata nella Pinacoteca Civica, il Polittico “Andata al Calvario” presso il Convento della S. Annunziata, la Chiesetta a pianta ottagonale di Capodacqua di Arquata del Tronto, la facciata della Chiesa di S. Bernardino a L’Aquila.

Cola porta il Rinascimento nel piceno e cade nell’oblio.

Sporadici eventi negli anni Ottanta, circoscritti alla sola Amatrice, tentano di puntare un riflettore su questo importante artista che rimane però oscurato anche in terra picena.

Nel 2012, con il restauro della ex pescheria di Ascoli Piceno, originariamente l’oratorio della Chiesa di San Francesco all’interno del Chiostro Maggiore, emergono affreschi attribuiti a Cola dell’Amatrice e il critico d’arte Vittorio Sgarbi, invitato all’inaugurazione, ammette di aver sempre trascurato questo talento italiano pur apprezzandone le doti.

Nuovamente cala il sipario sul cittadino Amatriciano.

Nel 2014 un appassionato impegno per valorizzare l’opera di Cola è stato fatto dall’Associazione culturale Cola dell’Amatrice di Amatrice organizzando il convegno: “E venne poi Mastro Cola Pictore de Lamatrice” – Connessioni artistiche intercorse tra le città di Ascoli, l’Aquila ed Amatrice tra la fine del XV secolo e gli inizi del secolo XVI”.

Nei vari intervalli di tempo, tanti sono stati gli eventi culturali e mostre organizzate in città, ma solo nella mostra “Da Cimabue a Caravaggio”, tenutasi nella Pinacoteca civica di Ascoli dal 12 marzo 2016 al 31 luglio 2016,negli interstizi di questi nomi altisonanti, visitando la mostra, si poteva ammirare anche l’opera di Cola ”Natività con i Santi Girolamo, Francesco, Antonio da Padova, Giacomo della Marca, Domenico”.

A dicembre, dunque, Ascoli Piceno darà il via alla mostra itinerante che viaggerà per l’Italia con l’intento di divulgare l’arte e mantenere accese le luci sui luoghi devastati dal sisma.

 

 

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