ASCOLI PICENO – Il violentissimo evento sismico, che ha provocato decine di vittime e danni enormi nel territorio Piceno, ha portato con se tutta una serie di criticità accessorie che colpiscono le popolazioni terremotate già sottoposte a fortissime pressioni psicologiche e problematiche pratiche di ogni tipo.

Una delle situazioni che più colpiscono, sia per il danno creato che per il particolare disvalore civile e morale dell’atto, è il fenomeno, purtroppo comune in queste situazioni, dello sciacallaggio.

La Polizia di stato, insieme alle altre forze di Polizia, e più segnatamente l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza ed il Corpo Forestale dello Stato, si è mossa già nell’immediatezza del sisma per contenere questo fenomeno con pattuglie a vigilanza del territorio.

Fin dalla primissima fase emergenziale, su input della Prefettura di Ascoli Piceno, Il Questore Mario della Cioppa, con apposita ordinanza, ha strutturato un articolato piano di ordine e sicurezza pubblica che prevede la massiccia presenza sul territorio, suddiviso in zone, di tutte le forze di Polizia con turnazione sulle 24 ore.

In particolare il predetto piano prevede la suddivisione del territorio colpito dal sisma in Cinque aree, tali aree sono state delimitate su vari criteri quali l’entità dei danni, l’accessibilità all’area, la morfologia del terreno, le vie di accesso e le principali arterie stradali che le attraversano al fine di dare una maggiore efficacia all’azione preventiva e repressiva dei servizi in atto.

Nello specifico sono state individuate delle zone rosse, in cui l’accesso è vietato a chiunque a causa del pericolo dei crolli, ed in questo senso, preziosissimo è l’apporto dell’Esercito, in particolare del 235 Reggimento di Ascoli che svolge una specifica attività di presidio di dette aree, interdicendone l’accesso, delle altre zone in cui l’accesso è consentito solo agli autorizzati o comunque che abbiano una motivazione per entrarvi o permanervi ed, infine, delle aree più periferiche che fungono da cuscinetto di prefiltraggio rispetto alle zone interessate dal sisma. In pratica è stato ideato un sistema a tela di ragno che stringe le proprie maglie a mano a mano che ci si avvicina alla zona colpita, tale strutturazione permette un controllo capillare dell’area al fine di prevenire gli episodi di sciacallaggio.

Per i predetti servizi vengono impiegati decine di operatori per ogni turno divisi tra personale territoriale delle FF.OO. (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato), Reparti Mobili della Polizia di Stato di Senigallia, Battaglione dei Carabinieri, personale aggregato come gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Pescara nonché le specialità della Polizia di Stato quali la Stradale per il fondamentale compito di controllo della circolazione particolarmente critica in quelle zone.

Il predetto personale pattuglia le cinque aree effettuando controlli dinamici a persone ed autoveicoli sospetti nonché crea specifici posti controllo in crocevia precedentemente identificati al fine di prevenire situazioni di illegalità e reati che potrebbero essere commessi approfittando della situazione.

L’obiettivo operativo delle pattuglie, coordinate con ordinanza del Questore, è quello di prevenire con la massima visibilità ipotesi di “sciacallaggio” da parte di malviventi ed intervenire tempestivamente su segnalazione dei cittadini su persone sospette. Questo anche allo scopo di restituire, per quanto possibile, un’adeguata percezione di sicurezza e che le Forze dell’Ordine sono a disposizione diretta ed immediata della collettività.

In tal senso, le Forze dell’Ordine lavorano in stretto raccordo con i Vigili del Fuoco talvolta supportandoli nella loro attività di aiuto e recupero come ad esempio nella giornata del 30 agosto quando una pattuglia della Polizia di Stato è anche intervenuta in località Pescara del Tronto per coadiuvare nel recupero i beni di una signora rimasti sepolti nella propria abitazione durante la scossa.

Nei prossimi giorni, sarà emanata una nuova ordinanza da parte del Questore che rimodulerà i servizi allo scopo di renderli adeguati all’evolversi della situazione sul campo. In tal senso, lo stesso Questore è in stretto contatto con il Comandante Provinciale dei Carabinieri e di quello delle altre Forze di Polizia, periodicamente condividendone i risultati con il Prefetto di Ascoli Rita Stentella.

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