ANCONA – Un aggiornamento del disciplinare di produzione del 2010, a tutela dei consumatori di miele e dell’apicoltura: un settore che conta 1.379 apicoltori con un numero di alveari pari a 36.039.

La Giunta regionale ha modificato le disposizioni che regolamentano l’uso del “Marchio regionale QM – Qualità garantita dalle Marche”, ampliando la gamma di produzioni certificabili ed estendendo a quelle biologiche l’obbligo di rispettare parametri e caratteristiche delle singole tipologie di miele. Gli aggiornamenti sono stati proposti dal gruppo di lavoro, istituito presso l’Assam, che sovrintende alla gestione del disciplinare. Riguardano, in particolare, l’uniformità organolettica dei mieli certificabili, l’integrazione alimentare delle api (se necessaria) esclusivamente con prodotti esenti da Ogm, l’adeguamento delle norme per l’etichettatura, l’estensione della certificabilità al miele di Coriandolo.

“Un numero sempre crescente di consumatori mostra interesse e apprezzamento verso le produzioni con marchi che qualificano la tipicità agroalimentare – evidenzia il vice presidente e assessore all’Agricoltura, Anna Casini – Anche nel settore del miele vengono privilegiati i contenuti qualitativi, i servizi correlati, il rispetto e la tutela ambientale. Attraverso l’aggiornamento del disciplinare garantiamo la tracciabilità e la genuinità del prodotto”. La Regione sostiene il settore apistico con fondi del proprio bilancio e con le risorse europee. Anche nella programmazione 2014/2020 sono previste misure collegabili al comparto: in particolare, quelle relative al sostegno degli investimenti nelle aziende agricole (dove sono ammessi settori di nicchia, come il miele) e per l’insediamento dei giovani agricoltori.

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