ASCOLI PICENO – “Il nostro è un Dio misericordioso ma non ‘buonista’”. Lo ha detto il vescovo di Ascoli mons. Giovanni D’Ercole nella messa nel campo di Arquata ed è stato riportato dall’Ansa tramite una nota.

“Se oggi noi diciamo ‘mai più morti con il sisma’ Dio ci assicura la sua protezione perché questo avvenga; domanda però nel contempo l’impegno di tutti a lottare contro l’ingiustizia, a vigilare sulla legalità e il rispetto della natura e della dignità umana”. “Il modo migliore per onorare la memoria delle vittime è lasciarci abbracciare dall’amore di Dio, testimoniato dalla solidarietà concreta degli uomini. Il terremoto può averci tolto tutto quello che possedevamo, ma non ha tolto la possibilità di ridare senso al dramma stesso che si è abbattuto su di noi”

In un passo dell’omelia, il presule ha citato il libro “Uno psicologo nel lager” di Viktor Emile Frankl, che ad Auschwitz ha perso tutti. “Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi. E’ proprio così – ha ribadito monsignor D’Ercole – in un certo modo possiamo dire che il dolore ci obbliga a guardare la realtà con gli occhi della verità: l’imprevisto esiste; il terremoto è un indispensabile fenomeno della natura con il quale l’umanità convive da sempre; la morte non è un incidente di percorso, anche se arriva indisturbata e decisa quando meno te l’aspetti. In questi momenti – ha detto ancora – come molti di voi hanno provato sulla loro pelle, crolla il mondo, non solo fisicamente, e ci si ritrova soli a guardare al futuro. Il rischio da evitare – ha concluso – è questo: camminare senza più una meta”.

È stato commovente a Pescara del Tronto l’incontro fra un’anziana donna che nel terremoto del 24 agosto ha perso un figlio e la nuora ed è rimasta sotto le macerie per sei ore e il vescovo mons. Giovanni D’Ercole. Sotto le pietre della sua casa, ha raccontato la donna, ”mi chiedevo Sant’Emidio (protettore dal terremoto e patrono di Ascoli Picen) dov’eri?”.

”Sono eventi che hanno in sé un mistero – ha risposto il vescovo abbracciandola -. Io ti sarò accanto attraverso il mio affetto testimoniandoti la vicinanza di Dio i cui piani sono difficili da capire. C’è sempre un disegno che ha qualcosa di più profondo e che ci sfugge e sono convinto che Dio farà sentire a tutti la sua presenza”.

”Non lo so… perdonami, ma non so se ce la faccio” ha sospirato l’anziana con un filo di voce. ”Ci sono qua io” l’ha rassicurata il vescovo.

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