ASCOLI PICENO – Riportiamo e pubblichiamo una nota del presidente della Provincia di Ascoli, Piero D’Erasmo, giunta in redazione.

Apprendo dalla stampa che ieri il presidente della Regione Marche Ceriscioli si è incontrato a Roma con alcuni europarlamentari e il vice presidente della Bei per discutere di eventuali finanziamenti per le infrastrutture, tra cui la strada Salaria. La notizia, ovviamente, mi fa molto piacere perché continua da parte del governo regionale quell’azione di riequilibrio territoriale impostata e portata avanti fin dall’inizio del mandato.

Il messaggio che però non può passare è la rivendicazione del consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente della provincia Piero Celani che si attribuisce meriti sulla vicenda Salaria nel vano tentativo di rifarsi “una verginità  politica” che non ha . E’ infatti veramente singolare che Celani, dopo 5 anni come presidente della provincia in cui ha mandato in pre-dissesto finanziario l’Ente salvato solo grazie all’azione di risanamento, portata avanti dalla nuova Amministrazione provinciale in sinergia con il Governo Nazionale e la Regione Marche, parli come al solito di cose che ignora come nel caso della Salaria.

A tale riguardo voglio sommessamente ricordare come il primo lotto di questa arteria strategica sia stato solo recentemente sbloccato grazie all’intervento della vice presidente della Regione Anna Casini e del sottoscritto come presidente della Provincia, il cui appalto è stato espletato e, a breve, partiranno i lavori. Inoltre la progettazione del secondo lotto Acqusanta – Trisungo, a suo tempo redatta dalla Provincia di Ascoli Piceno e finanziata con un mutuo di un milione e 900 mila euro, è rimasta per tutta la durata del suo mandato impolverata negli archivi della Provincia. Solo recentemente, grazie alla Regione e con innumerevoli incontri all’Anas e al Ministero delle Infrastrutture, è stata finalmente avviata la progettazione e inserita nel programma complessivo delle opere strategiche. Tra l’altro, da ciò che si apprende,  l’opera dovrebbe costare circa 220 milioni di euro e non i 160 milioni di cui parla Celani e ciò dimostra,  ancora ce ne fosse bisogno, che della vicenda non ne sa nulla. Dico questo non per amore di polemica politica, ma solo per onore della verità dei fatti .

Altrettanto fuori luogo mi sembra l’attivismo estemporaneo mostrato in questi giorni dal duo Celani – Castelli  tendenti esclusivamente a tutelare interessi particolari nella ricostruzione post terremoto. Questa è una fase difficile in cui noi tutti, dal Commissario Straordinario, alla Regione, alla Provincia di Ascoli, ai Comuni, dobbiamo essere esclusivamente impegnati per dare risposte vere e concrete alle popolazioni colpite dal sisma. Ecco perché appare intempestiva e non sinergicamente coerente anche l’organizzazione di alcune iniziative promosse da pregevolissime associazioni che, tuttavia, non tengono conto della pluralità delle idee e della tutela degli interessi generali che, oggi più che mai, devono prevalere rispetto a quelli particolari.

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