COLLI DEL TRONTO – Vivere sobri per vivere liberi nella famiglia e nella società’ è il XXV Congresso nazionale dell’Associazione nazionale dei Club Alcologici Territoriali che si terrà a Colli del Tronto (Hotel Casale) il 7, 8 e 9 ottobre. Da domani, tre giorni di approfondimento all’insegna della collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità per affrontare il problema alcolismo e lavorare sinergicamente sulla prevenzione e riabilitazione. Si avvierà un confronto con altre esperienze nazionali ed internazionali per sostenere interventi adeguati di sostegno alle famiglie e alle persone che vivono tali problemi, con attenzione particolare verso i più giovani che oggi sono i più esposti ai rischi e ai danni del bere alcolici.

Il Congresso rappresenta un’occasione per incrementare le attività di sensibilizzazione del territorio sui problemi legati all’alcol attraverso il potenziamento della rete tra servizi ed associazionismo del privato-sociale. Nel corso dell’appuntamento, la Regione presenterà il protocollo con l’Associazione regionale dei Club Alcologici Territoriali delle Marche sulle modalità di collaborazione per la prevenzione dell’alcolismo e la riabilitazione di persone con problemi di abuso alcolico e per il sostegno alle loro famiglie.

Il protocollo, ribadendo la centralità dell’azione preventiva ed educativa sulle giovani generazioni, prevede un programma di azioni finalizzate ad accrescere la consapevolezza dei rischi derivanti dall’uso di sostanze alcoliche, dai problemi alcol correlati e dalle dipendenze in generale. Con il Protocollo la Regione riconosce il ruolo che l’Arcat, con la sua rete locale di Club, svolge nel territorio regionale come riferimento per la conoscenza dei rischi legati all’alcol, come attività sociale di auto mutuo aiuto nel confronto con le politiche socio assistenziali e sanitarie tra i soggetti istituzionali, i servizi pubblici e la società civile. La Regione riconosce l’importanza del rafforzamento e dell’estensione della rete offerta dall’Arcat nei confronti dei propri aderenti e più in generale a favore delle persone con problemi di alcol e delle loro famiglie. Tra le azioni congiunte, l’organizzazione di incontri con le autonomie scola-stiche per approntare un percorso di formazione alla salute ed educazione alla sobrietà come stile di vita. Da qui la proposta di un evento di informazione sull’alimentazione e i rischi connessi al bere bevande alcoliche per l’adozione di adeguati stili di vita e promuovere il benessere dei giovani soprattutto nelle scuole dell’obbligo.

L’Arcat si impegna anche sul fronte che riguarda il reato di omicidio stradale avviando un programma educativo e di conoscenza per le persone a cui è stata ritirata la patente in collaborazione con l’autorità giudiziaria. Sul tema, nel corso del congresso, si terrà una tavola rotonda insieme alla Polstrada con la partecipazione dei ragazzi delle scuole medie. I dati sull’alcoldipendenza I dati dell’ISTAT e dell’Istituto Superiore di Sanità (2014) sull’alcoldipendenza, evidenziano come il consumo di bevande alcoliche in Italia sia responsabile della morte di 17mila persone e rappresenta la prima causa di morte nei giovani in età tra i 15 e i 29 anni. In Italia i consumatori a rischio sono circa 8 milioni mentre 1 milione e mezzo hanno seri problemi alcolcorrelati. Di questa parte della popolazione italiana solo 60mila sono ufficialmente in carico presso i servizi pubblici. Questo gap viene parzialmente colmato dall’impegno di accoglienza e di sostegno svolto dal volontariato e dal privato sociale che coopera con i Servizi pubblici ed integra il loro lavoro intercettando chi non si rivolge alle strutture del SSN (SerD,Servizi di Alcologia, Comunità Terapeutiche e di accoglienza).

La più grande realtà no profit presente in Italia da oltre trenta anni nel campo dell’accoglienza dei problemi alcol correlati è rappresentata dal Movimento dei Club Alcologici Territoriali (CAT), comunità composte da famiglie con problemi legati all’uso di alcol che sperimentano un percorso di superamento di tali disagi secondo i principi dell’Approccio Ecologico-Sociale elaborato da Vladimir Hudolin, psichiatra croato consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I CAT sono circa duemila e sono presenti in ogni regione come nodi della rete di protezione e promozione della salute rispetto ai problemi alcolcorrelati.

I Club sono organizzati in diversi livelli associativi: le Associazioni locali (ACAT), provinciali (APCAT) e regionali (ARCAT) e l’Associazione nazionale (AICAT). Per la loro distribuzione sul territorio nazionale e per il numero di persone coinvolte (circa trentamila), rappresentano una delle più significative realtà nazionali ed internazionali sul piano del trattamento dei problemi alcolcorrelati. Nelle Marche i CAT sono coordinati dall’ ARCAT MARCHE, Associazione Regionale dei Club Alcologici Territoriali – metodo Hudolin”.

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