ASCOLI PICENO – Crollo del raccolto di castagne nelle zone terremotate delle Marche dalle quali viene la quasi totalità del prodotto regionale. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che segnala “cali produttivi tra l’80 e il 90% rispetto alla media storica, ma con un netto crollo anche nel confronto con lo scorso anno, quando si era assistito a una timida ripresa”.

La colpa non è del terremoto, ma del maltempo di giungo e dell’azione del cinipide, parassita che colpisce gli alberi. Un problema grave per l’economia delle zone terremotate – segnala l’organizzazione agricola – dove la coltura del castagno è una delle più diffuse assieme all’allevamento.

Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, nei Comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Montemonaco e Roccafluvione ci sono circa 720 ettari di castagneti, pari all’85% del totale regionale, facendo dunque di questo territorio il principale bacino castanicolo marchigiano. Sempre in queste zone ci sono due dei tre tipi di castagne presenti nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali: il marrone di Acquasanta Terme e il marrone di Roccafluvione.

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