ASCOLI PICENO – Ritorna “FAImarathon – Partecipa alla Giornata FAI d’Autunno e scopri centinaia di luoghi in tutta Italia con visite a tema” evento nazionale ideato cinque anni fa grazie alla collaborazione con Il Gioco del Lotto e realizzato dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, attiva fino al 31 ottobre.

Domenica 16 ottobre 2016 si potrà fare una passeggiata culturale nell’Italia più bella che, grazie ai 150 itinerari tematici proposti dai giovani del FAI – da percorrere liberamente, senza punti di partenza o arrivo, per intero o solo in parte, da soli o in compagnia – e alle visite a contributo libero a cura dei volontari della Fondazione, permetterà di vivere una giornata da “turisti a casa nostra”, emozionante e imprevedibile, alla scoperta di più di 600 luoghi di interesse artistico, paesaggistico e sociale che rappresentano l’identità, la storia e le tradizioni delle nostre città.

Ad Ascoli Piceno andremo alla scoperta dei sorprendenti tesori che si nascondono tra i luoghi della nostra vita quotidiana. Dalle ore 15 alle ore 18 sono in programma visite guidate a:

  • Ponte romano di Solestà
  • Sotterranei di Palazzo dei Capitani
  • Sotterranei del sestiere di Piazzarola

La città di Ascoli, come molte della stessa epoca, affonda le sue radici in una dimensione sotterranea spesso poco conosciuta e difficilmente visitabile. Abbiamo pertanto deciso di aprire in occasione della FAImarathon alcuni beni del centro storico della città che trovano le proprie origini appena qualche metro sotto terra. In ogni bene saranno presenti alcuni figuranti della Quintana, ulteriore testimonianza storica di una tradizione molto importante per la città.

Al termine si esibiranno a titolo gratuito gli Abetito Galeotta in un concerto sulla scalinata di Palazzo dei Capitani. Gli artisti in questi giorni stanno tenendo esibizioni a favore delle popolazioni colpite dal sisma dello scorso 24 agosto.

GLI ITINERARI:

IL PONTE ROMANO DI PORTA SOLESTA’ – Porta Solestà

In questa tappa dell’itinerario nell’Ascoli antica entreremo nelle viscere del ponte romano di Porta Solestà che da duemila anni con il suo maestoso arco varca il fiume Tronto collegando la città con il suo circondario. La sua costruzione risale all’epoca Augustea tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C. quando la città, diventata Municipium romano aveva riacquistata una notevole importanza politica e commerciale all’interno dell’Impero. Nei secoli il ponte, a causa dei movimenti tellurici dell’erosione e delle piene del Tronto fu più volte sottoposto a lavori di consolidamento e come si è rilevato dalla presenza di pietre di recupero trovate inserite nelle murature, ma agli inizi degli anni trenta cominciò a dare segni di cedimento che richiese un radicale restauro dell’opera.

Oggi, infatti, attraverso una scala ricavata sulla spalla sinistra del ponte possiamo entrare nel suo interno e vedere il possente paramento murario in “opus quadratum” con i grossi blocchi di travertino variamente sporgenti. Risalendo su una scala che segue l’andamento dell’arco arriviamo nella parte più alta a vedere la “chiave di volta” ossia il concio posto al vertice dell’arco stesso. Dal punto apicale dell’arco scendiamo verso la parte destra dove da una passerella sospesa tra le due murature romane dove le dimensioni delle antiche pietre poste in opera da oltre duemila anni ci stupiscono ancora.

SOTTERRANEI PALAZZO DEI CAPITANI – Piazza del Popolo

Il sito storico più rappresentativo che ci consente di leggere la storia della città dal periodo romano fino ai nostri tempi è costituito dai reperti siti nel Palazzo dei Capitani. La scoperta della complessa stratificazione edilizia avvenne nel 1982 nel corso dei lavori di restauro dell’edificio posto nell’antica “Platea Major”, oggi Piazza del Popolo posta all’incrocio del “decumano”, oggi Corso Mazzini, con il “cardo”, oggi via del Trivio. Gli scavi, condotti con il sistema stratigrafico, interessarono la zona sottostante il cortile, lo scalone e tutta l’ala nord del Palazzo dove dal 1927 era ubicato il Ristorante – caffè San Marco, per un’area complessiva di 380 mq.

Il progetto di sistemazione e valorizzazione dell’area si caratterizza soprattutto per la creazione di una lunga passerella in ferro e legno che partendo dal piano della piazza passa lungo i bordi della scavo che consente di vedere quasi da un balcone la complessa stratificazione edilizia che va dal periodo repubblicano della Roma antica ai nostri giorni: pannelli didattici, vetrine espositive e luci particolari completano l’allestimento.

SOTTERRANEI SESTIERE DI PIAZZAROLA – Via S. Angelo Magno, 4

Il titolo “Taverna dell’Aquila” deriva dal nome dato al luogo di riunione e di mescita usato dai componenti del “sestiere della Piazzarola” per lo più nel periodo di svolgimento della Giostra della Quintana. I locali, uno dei quali coperto da una bella “volta reale” sono posti al di sotto del piano di calpestio del chiostro dal quale si accede, mediante un’angusta scala di accesso dando così l’idea di inoltrarsi in un’opera sotterranea anche se in realtà da una porta laterale si può uscire all’aperto.

Oltre all’indubbio interessa che possono destare questi locali privi di luce naturale, l’ambito della collocazione conferisce loro un’aureola di prestigio.

Si tratta infatti del luogo dove sorge il più antico complesso monastico della città, a sua volta eretto sui resti di un tempio romano del quale restano ancora due colonne in granito orientale sormontate da due capitelli di marmo greco, poste all’interno della chiesa di Sant’Angelo Magno. L’anno di fondazione del Monastero si fa risalire all’anno 674 e fu destinato alle nobili fanciulle longobarde che vi rimasero fino al 1460 quando il complesso monastico fu assegnato ai monaci Olivetani che lo ampliarono e vi rimasero fino al 1861 quando con la proclamazione del Regno d’Italia furono soppressi tutti gli Ordini Religiosi.

Di particolare interesse è l’accesso al complesso monastico costituito da due strade piuttosto ripide una delle quali è fiancheggiata da un muro di origine romana anche se rimanipolato nel tempo. Posto quasi a contrafforte del pianoro dove sorge la chiesa, termina con un ampio fornice, chiuso da un cancello in ferro, attraverso il quale, salendo alcuni gradini si accede al sagrato e dove è ricavata la porta di accesso al chiostro ed alla Taverna dell’Aquila.

La FAImarathon sarà aperta a tutti, ma un trattamento di favore verrà riservato agli iscritti FAI e a chi si iscriverà durante l’evento. Iscriversi al FAI conviene ancora di più a ottobre: domenica 16 in piazza, e online fino al 31, ai nuovi iscritti sarà offerta l’iscrizione a una speciale quota di benvenuto: 29 €.

A ottobre torna infatti “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, la campagna nazionale di raccolta fondi del Fondo Ambiente Italiano, che punta ad allargare la grande famiglia della Fondazione. Un mese per prendersi cura di ciò che ci unisce, perché l’Italia è di tutti.

Ecco perché, eccezionalmente fino al 31 ottobre e su www.fondoambiente.it, sarà possibile iscriversi con una speciale quota per i nuovi iscritti di 29 euro anziché di 39. Giovani, coppie, singoli cittadini, famiglie: il FAI rivolge a tutti gli Italiani il suo appello per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio d’arte e natura. Vogliamo una famiglia sempre più numerosa e partecipe nel valorizzare il Paese, cui offrire le emozioni di un tempo libero curioso, intelligente e piacevole, un tempo libero di qualità perché tutti possano appassionarsi al grande gioco della cultura. Il FAI si è dato un grande traguardo: 250.000 iscritti entro il 2023. Più saremo, più conteremo, più Italia potremo salvare.

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