ANCONA – Le Marche pronte a raccogliere la sfida dell’Industria 4.0. L’assessora alle Politiche Comunitarie e Attività produttive Manuela Bora e il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo lanciano da Bruxelles, in occasione degli “Open Days 2016 – La settimana europea delle regioni e della città”, una proposta di legge regionale che prevede interventi di rilievo per trasformare il sistema industriale marchigiano e accrescerne il potenziale competitivo, coniugando il tradizionale know-how produttivo con l’innovazione tecnologica e il mondo virtuale della rete internet evoluta.

Obiettivo, promuovere la cultura della manifattura innovativa con il concorso delle associazioni di categoria, degli stakeholders del territorio e sostenere la reindustrializzazione e il rilancio produttivo, con l’introduzione e la diffusione delle nuove ICT applicate alla manifattura che, in alcuni settori, è l’elemento trainante dell’economia marchigiana e deve proseguire a rappresentare un’eccellenza anche nei mercati internazionali. Lo sviluppo dell’economia circolare e la cyber security – considerata un driver per la crescita e un abilitatore alla competitività – sono al centro degli interventi previsti nella proposta con la quale la Regione Marche intende innovare i processi di business delle imprese tradizionali e sostenere l’avvio di start – up innovative. Interventi che possono contare su risorse già destinate dalla Regione pari a 2 milioni di euro.

“Abbiamo tutte le potenzialità per candidarci in Italia come Regione pilota – afferma l’assessora Bora – per lo sviluppo di una strategia di supporto alle imprese che, successivamente, può essere estesa a livello nazionale ma anche europeo. La presenza sul territorio di piccole e medie imprese che operano in distretti industriali e settori merceologici diversificati è senza dubbio la migliore situazione per capire come l’economia circolare debba essere un’opportunità per il territorio e per il paese in termini di competitività”.

Questa proposta si inserisce in un percorso già avviato: “In febbraio, sul tema dell’economia circolare – sottolinea il presidente Mastrovincenzo – il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che ho poi presentato al Senato per contribuire alla formazione del diritto europeo. L’inserimento di questa tematica all’interno della proposta di legge permette una sinergia tra nuove tecnologie ed economia circolare, la quale va oltre l’intenzione di salvaguardare l’ambiente e si pone l’obiettivo di abbandonare il concetto lineare di produrre, consumare e scartare per incentivare invece l’applicazione dei metodi circolari basati sul ridurre, ri-usare e riciclare. La Regione Marche intende orientare politiche di economia circolare perché le ritiene strategiche per una crescita economica, occupazionale, degli investimenti e dell’equità sociale compatibile con l’equilibrio delle risorse naturali.”

L’assessora Bora e il presidente Mastrovincenzo hanno inoltre sottolineato il fatto che la proposta di legge Industria 4.0 si tradurrà in modifiche al testo unico su industria e artigianato (legge 20 del 2003) nell’ottica di una semplificazione normativa. Di questi temi l’assessora Bora ha parlato in mattinata presso La Tricoterie, nell’ambito dell’evento “The circular economy”, organizzato dal gruppo “Socialisti e Democratici” al Parlamento europeo. Centrale tra gli appuntamenti di Bruxelles anche la Conferenza di partenariato della Macroregione Adriatico Ionica, dove l’assessora Bora ha posto l’attenzione sulla necessità, nell’attuale fase di implementazione della strategia per la regione Adriatico Ionica, di investire in progetti di sviluppo dell’area e fare sinergia tra i fondi e le risorse finanziarie rese disponibili dai programmi e bandi dell’Unione Europea. Il forte impegno della Regione Marche nel promuovere lo sviluppo e l’innovazione è rappresentato anche dai finanziamenti Por Fesr 2014 – 2020.

Dieci i bandi già usciti, per un importo di oltre 60 milioni, alcuni dei quali giunti a conclusione e altri tre in arrivo: per il sostegno allo sviluppo e al consolidamento delle start up innovative (8 milioni), delle piccole e medie imprese creative e culturali (4 milioni e 700 mila euro) e dell’export (2 milioni e 430 mila euro suddivisi in due interventi).

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