ASCOLI PICENO – In merito alle dichiarazioni del sindaco di Ascoli Castelli nei confronti del Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo, quest’ultimo ci ha inviato la seguente nota stampa.

Mi rivolgo al sindaco di Ascoli il quale asserisce che sia stato poco trasparente all’Assemblea dell’Ata: ebbene non è assolutamente vero dato che ho sempre riferito con puntualità e dettaglio i passaggi procedimentali per fronteggiare l’emergenza rifiuti. Intendo precisare che la sospensione dell’abbancamento alla Geta era già stata decisa in seguito all’esaurimento delle vasche e in attesa dei procedimenti di autorizzazione in itinere per il sormonto come ben specificato in Assemblea Ata. Non copro pertanto nulla caro Castelli anzi, ho scoperto cose inenarrabili sulla gestione dei rifiuti della nostra provincia, ormai “il re è nudo” ed è venuta alla luce la drammatica situazione della discarica di Relluce ampiamente dimostrata anche dalle gravissime inadempienze di questi anni, a partire dalla mancata copertura delle vasche con tutte le pesanti e conseguenti problematiche subite dal territorio. Debbo evidenziare, a tale proposito che, già nel 2013 l’allora Presidente della Provincia Celani e il dirigente dell’Ambiente dell’epoca, avevano diffidato invano Ascoli Servizi Comunali ad adempiere alla realizzazione della copertura.

Altro fatto, a mio avviso gravissimo, è stato l’acquisto a caro prezzo di terreni da parte del Comune di Ascoli per realizzare una ipotetica sesta vasca quando poi lo stesso Consiglio Comunale, con la stessa maggioranza di centrodestra, cancellava successivamente, in sede di approvazione del piano regolatore, la previsione dell’ampliamento della sesta vasca risultando i terreni in frana. E ancora più grave è la situazione critica dell’ex discarica Ipgi. Fin dall’inizio del mandato ho avviato dei tavoli tecnici per diffidare il Comune di Ascoli ad agire e procedere alla bonifica del sito per porre finalmente fine ad una seria minaccia ambientale che si perpetua da anni e che, a tutt’oggi, trova invece il sindaco di Ascoli gravemente inadempiente.

Con lo stesso rigore e trasparenza ho sempre verificato tutte le procedure riguardanti la Geta che ha abbancato i rifiuti solidi urbani del territorio fino all’8 ottobre alla tariffa più bassa delle Marche. Voglio ringraziare l’ufficio Ambiente della Provincia perché con grande determinazione e professionalità ha sempre agito con la massima tempestività monitorando periodicamente situazioni e procedimenti, compresa la questione delle polizze fidejussorie, dove la Geta risulta parte lesa e la vicenda è stata oggetto di apposita determina pubblicata sull’albo pretorio e conosciuta pertanto da tutti i soggetti interessati.  

Caro Castelli la legalità, soprattutto in questioni ambientali, non va solo predicata ma attuata concretamente per salvaguardare l’eco-sistema e i cittadini del territorio. Quando mi sono insediato due anni fa, non avrei mai immaginato di trovare una Provincia, dopo la gestione del centrodestra, avente una situazione ambientale così approssimativa ed all’abbandono con criticità concentrate ad Ascoli Piceno ma dannose per tutto il territorio provinciale. Ti ricordo che in pochi mesi si è proceduto alla costituzione dell’Ata che è stata strutturata dando finalmente la possibilità ai sindaci del Piceno di esprimere indirizzi e decisioni sulle politiche ambientali affrontando concretamente l’emergenza rifiuti.

Senza contare che nell’esercizio 2015 l’Ata ha conseguito un avanzo di gestione di circa 240 mila euro che ha consentito di svolgere le procedure pubbliche per individuare il soggetto tecnico funzionale all’elaborazione del Piano d’Ambito, essenziale per le scelte del futuro. Da rilevare inoltre che l’Ata si è fatta carico in questi mesi di tutta la procedura molto complessa per superare la problematica economica stipulando convenzioni con i Comuni e garantendo la regolarità dello smaltimento e il pagamento delle società che gestiscono il ciclo dei rifiuti. E’ necessario qui sottolineare come Ascoli Piceno sia l’unico comune che non ha firmato tali convenzioni e non ha pagato un euro all’Ata per lo smaltimento dei rifiuti prodotti accumulando sinora un debito complessivo di circa due milioni di euro.  

Voglio infine sottolineare come i 28 Comuni dell’area di Picenambiente abbiano raggiunto una raccolta media differenziata del 65% mentre circa un terzo dei Comuni ha superato il 70%: numeri e percentuali che consentirebbero di trasferire i rifiuti fuori provincia con un aumento di costi quasi impercettibile ed invece, proprio a causa del Comune di Ascoli che presenta una raccolta differenziata poco oltre il 40%, ciò non è possibile con conseguenze sensibili sulle tasche dei cittadini; in primo luogo proprio dei cittadini di Ascoli Piceno che a causa dell’inefficienza dell’Amministrazione comunale pagano anche la sovrattassa del 20% sulla tassa regionale. Per il sindaco Castelli, infatti, il rifiuto non è una risorsa ambientale da valorizzare con la raccolta differenziata ma una risorsa economica da sfruttare a vantaggio delle casse comunali e a scapito dei cittadini. Questi sono i fatti, il resto è il solito bagaglio di veementi e strumentali attacchi di natura politica.

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