Di Valentina Trenta

ACQUASANTA TERME – “La Situazione di Acquasanta è complicata, sono ore determinanti per quanto concerne le direttive ministeriali, in merito alla gestione del terremoto”.

Sono queste le dichiarazioni di Elisa Ionni delegata al turismo, cultura, pubblica istruzione, eventi, manifestazioni pubbliche, sviluppo interno del territorio, del comune di Acquasanta Terme. Abbiamo chiesto alla delegata di farci un punto della situazione della località picena dopo le conseguenze del sisma del 24 agosto.

“Attualmente sono due le priorità. I sopralluoghi all’interno delle abitazioni per capire l’agibilità e la costruzione della nuova sede della scuola d’infanzia e primaria. Verrà smantellata la tensostruttura di Arli, per poter avviare entro il mese di novembre,la nuova sede in legno, finanziata da Ubi Banca nella frazione di Centrale” ha affermato Elisa Ionni.

Sono trecento le persone che devono trovare nuove sistemazioni. “La linea del Comune è quella di ricollocare i vari nuclei familiari in abitazioni agibili che si trovino nel territorio”.

Le soluzioni privilegiate sono quelle presenti nel capoluogo o nelle varie frazioni. “La maggior parte della totalità degli sfollati preferisce una collocazione come quella dell’appartamento in affitto, soltanto il 10% ha trovato sistemazione nel monastero di Valledacqua. Per il comune di Acquasanta, “non sono previsti moduli abitativi o casette di legno, perché pensiamo di riuscire a coordinare la richiesta di alloggio con le abitazioni agibili del territorio”.

Il Comune finora è riuscito a sopperire a tutte le necessità, alla gestione e al coordinamento della situazione. “Ci siamo resi disponibili a cercare di portare avanti il supporto nel trovare un’abitazione alternativa. Appena lo status dell’abitazione viene reso inagibile, i referenti del Comune riescono a arginare il disagio di chi si trova senza la propria casa”.

Dopo la prima fase iniziale, “abbiamo ricominciato a pensare, in medio lungo termine e ci siamo collocati in una nuova ottica di promozione del territorio”.

I filoni da intraprendere sono una nuova prospettiva di “promozione e una coesione sociale, per evitare la disgregazione del tessuto sociale, già sostanzialmente precario”.

Tutte le scelte sono riconducibili al voler “mantenere le persone nel proprio territorio di appartenenza, per evitare la separazione fra gli stessi individui e dal territorio di origine”.

“Mi occupo giornalmente dell’analisi di ambiti di intervento – ci tiene a precisare Elisa Ionni. – Dal prossimo mese ci saranno iniziative nel teatro comunale, che diventerà il luogo della cittadinanza. Ci sarà la possibilità di incontri, formazione, discussione di strategie di azione, con l’ausilio delle associazioni locali, strutture ricettive, ristoratori. Sociale, turismo e cultura sono gli unici ambiti che permetteranno di avere una prospettiva positiva per il futuro. L’area colpita da terremoto è vasta, ma “è auspicabile una collaborazione tra i vari comuni”.

“Ciascuno con la propria peculiarità potrà dare il proprio contributo, ruolo gestito da un ente capofila. È importante rinascere come intero territorio, non come realtà già deboli per loro natura” conclude la delegata.

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