ASCOLI PICENO – Polemiche ad Ascoli Piceno. Il Partito Democratico ascolano alza la voce riguardo alla gestione dei musei.

“Un preoccupante silenzio circa l’affidamento che nel mese di luglio sembrava dover essere imminente” afferma il consigliere comunale Francesco Ameli.

Ad oggi invece risulta essere presente sul sito solo una determina riguardante l’affidamento per il mese di agosto (det 1114) pubblicata alla metà del corrente mese di ottobre.

“Sono sicuramente coincidenze ma tutto ciò mette qualche perplessità sulla gestione di un procedimento importantissimo come quello dell’affidamento della gestione dei musei della città di Ascoli Piceno. Sebbene vi siano i soliti comunicati fuorvianti , vi è incertezza e la stessa si manifesta con continue proroghe” dichiara Ameli.

“Ad oggi ne risulta pubblicata solo una (quella soprarichiamata) nonostante sia quasi imminente il mese di novembre. Incertezza che mette in agitazione ditte e lavoratori. È a dir poco assurdo che a distanza di 4 mesi non vi sia ancora alcuna notizia circa una procedura che in qualsiasi altra città avrebbe impegnato qualche giorno o al massimo settimana per la conclusione. In secondo luogo – prosegue il Consigliere Comunale ascolano – il Comune sembra voler costringere le maestranze all’incertezza del loro futuro. Operatori in gran parte giovani ascolani (e molto preparati) che devono essere tutelati con i fatti e non con i silenzi”.

L’esponente del Partito Democratico di Ascoli aggiunge: “Da sempre proponiamo un modello di tutela vero dei lavoratori che operano all’interno delle strutture comunali, come da sempre chiediamo vera trasparenza su quanto accade all’interno della macchina comunale. Purtroppo quanto sta avvenendo non è cosa usuale, e in qualsiasi altra città sarebbe scoppiato un caso. Ad Ascoli stranamente tutto tace, perché?”.

“Un appalto, quello dei musei, da ben 625 mila euro per i tre anni più un eventuale quarto. Un bando strategico per una città come quella di Ascoli Piceno che deve necessariamente trarre dai musei un volano per poter portare ad Ascoli il vero turismo museale viste anche le tante iniziative che vengono poste in essere – prosegue Francesco Ameli – Infatti non assegnando la gestione museale, si perde tempo nella programmazione di una politica culturale degna del nome di Ascoli Piceno. Un fatto imbarazzante per una città capoluogo, soprattutto se si intende recuperare il gap che ci divide da Urbino, Pesaro e Macerata in termini di presenze turistiche e ingressi ai musei”.

Il Consigliere Comunale conclude: “Consiglio all’assessora alla cultura, oltre alle iniziative spirituali con esponenti politici mascherati, dimenticandosi di iniziative culturali nazionali come ‘Teatri Aperti’, di impegnarsi affinché possa risolversi il prima possibile tale annosa problematica”.

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