SAN SEVERINO MARCHE – Il Palazzetto dello Sport Ciarapica è uno dei cinque punti di accoglienza qui a San Severino. Sono migliaia i cittadini che ne stanno usufruendo. Questi i punti di accoglienza:

  • Il Palas “Ciarapica”;
  • il Circolo tennis;
  • la struttura dei giardini del rione Di Contro;
  • la palestra della scuola media;
  • la palestra della scuola della frazione di Cesolo.

Tanti cittadini sono andati lì per paura, altri perché la loro casa è inagibile o crollata. Gente di ogni età.

Particolare la storia di Fatna Miziani: «Né io né mio marito abbiamo un lavoro e il Comune ci ha offerto una casa a Stigliano. Dopo mercoledì si sono formate delle grandi crepe – dice – e un pezzo del soffitto è crollato. Nonostante questo i tecnici ci avevano detto che era agibile. Ma noi avevamo paura lo stesso e siamo venuti qui. Io e mio figlio non ci torniamo lassù soprattutto dopo quello che è successo oggi. Non ho idea di come sia la situazione ora in quella casa».

In molti sono già sotto le coperte, i bambini invece, ancora giocano, mentre i loro genitori parlano a gruppetti seduti sui letti. Non tutti riusciranno a prendere sonno, è evidente, ma per fortuna questi cinque punti di accoglienza hanno fatto sì che nessuno, o quasi, dormisse in macchina.

Intanto il sindaco della cittadina, Rosa Piermattei, rende noto che a San Severino Marche il 42% delle abitazioni private ispezionate dai tecnici comunali dopo lo sciame sismico cominciato il 26 agosto scorso è risultato inagibile.

«Non solo questo è un terremoto senza fine, ma la conta dei danni sembra infinita. Ad agosto avevamo raccolto un migliaio di richieste di sopralluoghi, ogni giorno adesso ne arrivano 300-400». Al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani il sindaco ha lanciato un appello: «’abbiamo una grande carenza di tecnici non solo per compilare le schede Aedes ma anche per le prime verifiche. Se ci sono professionisti qualificati disposti ad aiutarci gratuitamente, chiedo di mettersi a disposizione».

Nell’elenco delle inagibilità figurano «intere palazzine in diversi rioni del centro e della periferia. Stessa situazione anche negli agglomerati e nelle singole case sparse in tutta la campagna settempedana». Tante le chiese chiuse.

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