ANCONA – Un’edilizia scolastica vecchia e bisognosa di interventi di manutenzione e ammodernamento. Questo emerge dal XVII Rapporto Ecosistema Scuola, l’indagine annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado (realizzata su un campione di quasi 6mila scuole dei capoluoghi di provincia) presentato questo mattina.
Due i capoluoghi marchigiani che compaiono nell’indagine che vede Macerata, al ventesimo posto, perdere ben nove posizioni nella graduatoria generale rispetto al rapporto dello scorso anno; segue Ancona, al 45° posto, per una popolazione studentesca coinvolta in questi due comuni di 20.283 studenti. Rimangono escluse Ascoli Piceno e Pesaro per incompletezza di dati.

Gli edifici costruiti secondo criteri antisismici sono solo il 5,6%, ben al di sotto della media nazionale (12,8%), nonostante il nostro sia un territorio fortemente a rischio. A questo dato va aggiunto quello della verifica di vulnerabilità sismica che ha coinvolto solo il 14,1% delle scuole a fronte del 31% della media nazionale.

Riguardo la manutenzione, le due amministrazioni comunicano che ben il 31% degli edifici necessita di interventi urgenti (il 37% ad Ancona) e che quelli che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono solo l’8,5% a fronte del 45,6% della media nazionale.

In compenso, le amministrazioni marchigiane risultano impegnate a finanziare progetti educativi e risultano abbastanza attente alla mobilità. Il 25,4% usufruisce di scuolabus (a Macerata tutte le scuole ne dispongono), il 97,2% ha attraversamenti pedonali, il 16,9% ha semafori pedonali, il 40,8% ha presenti i nonni vigili all’entrata e all’uscita da scuola, il 29,6% utilizza transenne parapedonali e soprattutto ben il 74,6% degli edifici è posto in zone 30 (a fronte dell’11,9% della media nazionale). Positivi anche i dati relativi all’utilizzo di prodotti biologici e a km 0 che vengono utilizzati in tutte le scuole, mentre il 31,6% utilizza prodotti IGP e DOP.

“Le nostre scuole – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – possono e devono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa, dalla qualità degli edifici ai progetti proposti agli studenti. La qualità degli edifici scolastici, luoghi dell’apprendimento e della coesione sociale e presidi della conoscenza nei territori, richiede un osservatorio permanente sulla qualità dell’edilizia scolastica, che potrebbe valorizzare le buone pratiche in questo campo. Le strutture vanno riqualificate non più sull’onda dell’emergenza manutenzione ma con attenzione al benessere degli studenti e dei lavoratori, alla funzionalità della didattica e all’implicito valore educativo di strutture sicure e funzionali. L’ambiente scolastico deve permettere di valorizzare il ruolo di bambini e ragazzi in processi di partecipazione nei cambiamenti degli spazi situati dentro e fuori delle scuole, ed è per questo che chiediamo maggiore attenzione”.

Per il dossier completo clicca qui

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 59 volte, 1 oggi)