ARQUATA DEL TRONTO – Mirko Gattoni, geologo di Arquata del Tronto, dichiara che “la Regione Marche dovrà stanziare dei fondi per eseguire dei sondaggi geognostici nei comuni interessati dai recenti sismi. L’operazione aiuterà ad avere un quadro completo delle condizioni geologiche£.

Gattoni è originario di Arquata, si è formato nell’Università di Perugia e il 30 ottobre si trovava in visita ai genitori nella frazione di Borgo.

Si è già attivato come volontario in ausilio ad altri studiosi del settore, poiché il suo studio da libero professionista è collocato proprio nel comune arquatano. Piceno Oggi ha intervistato il geologo.

Cosa sta succedendo al Monte Vettore e cosa significa quel taglio netto che si riesce a individuare a occhio nudo?

Quello che sta succedendo, non è altro che l’attivazione della struttura geologica del sistema di faglie del Monte Vettore e Monte Bove, conosciute dalla letteratura geologica e silenti nell’ultimo secolo. Le ultime attività presunte di tale sistema risalgono al 1700 circa. Lo stesso sistema di faglie, secondo studi relativi alla paleosismicità dell’area, realizzati nella piana di Castelluccio, pare avesse sviluppato nel passato, ovvero nel IV – V secolo d.C , terremoti di magnitudo 6.5.”

Tali processi andranno scemando o si potrebbero attivare nuove faglie?

“Storicamente e statisticamente, scemano con il tempo, potrebbe trattarsi di mesi o addirittura anni. Non si può né prevedere né escludere che si possano attivare faglie, nell’immediata vicinanza. Le deformazioni che avvengono nell’Appennino sono tutte connesse tra loro. Da Colfiorito nel 1997 a L’Aquila nel 2009, il settore centrale che comprende Arquata, Amatrice e Norcia, era l’unico che non aveva prodotto sismi di magnitudo importanti nell’ultimo ventennio.

Da alcuni articoli recenti, sembrerebbe che il paese di Arquata fosse stato costruito su un terreno debole.

“Il paese di Arquata poggia le sue basi sulla roccia, conosciuta dalla letteratura geologica come formazione della Laga, costituita da alternanza di arenarie e arenarie con peliti ampliamente osservabili in tutto il borgo. Il grave danneggiamento che il paese ha subìto è probabilmente legato sia alla condizione morfologica, che alle condizioni strutturali degli edifici e quindi alle tipologie costruttive.

In virtù delle sue dichiarazioni, il comune di Arquata potrà essere ricostruito laddove le case sono crollate?

Sicuramente, saranno necessarie tipologie costruttive differenti. Gli edifici devono tener conto delle recenti normative antisismiche e degli effetti dell’amplificazione sismica che il territorio di Arquata ha subìto. Per quel che concerne la frazione di Pescara, il discorso è più complicato poiché il paese sembra essere interessato anche da fenomeni più complessi”.

Ultima considerazione da geologo e da arquatano?

Se ci sarà la volontà politica di stanziare fondi a disposizione per la ricostruzione del territorio, con le conoscenze scientifiche, e le tecniche costruttive attuali, si potrà evitare sicuramente una catastrofe di tale portata. Questo permetterà agli abitanti di avere abitazioni più sicure e di ricompattare la comunità, dopo il sisma che ha sconvolto Arquata.”

 

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.263 volte, 1 oggi)