ASCOLI PICENO – Con un comunicato ufficiale, gli Ultras 1898, supporters dell’Ascoli, si dissociano dai comportamenti attuati contro i tifosi a prescindere dall’ipotesi dalla società bianconera, ovvero di poter disputare la gara tra Ascoli e Perugia al “Riviera delle Palme”, tempio del tifo sambenedettese ma perchè a tre giorni dal match ancora non si sa dove si disputerà.

Apparteniamo a quella categoria di persone che da bambini andavano allo stadio e rimanevano incantati dallo spettacolo della Curva Sud. Crescendo ci siamo resi partecipi e fautori dello stesso.

Crediamo che lo stadio non sia un teatro e che il pubblico sia una componente fondamentale del calcio stesso, solo 22 uomini in un rettangolo d’erba senza spettatori azzererebbero il calcio di ogni emozione e per questo non vogliamo assolutamente tediarvi con i soliti discorsi sul calcio moderno, sulle leggi repressive, sui biglietti nominativi, sulle assurdità dei provvedimenti che subiamo ogni volta poiché potete constatare ogni settimana voi stessi quello a cui siete costretti per seguire la vostra passione per l’Ascoli e farvi un’idea propria, che, siamo certi, non può che coincidere con la nostra.

Torniamo allo spettacolo di cui sopra. Non siamo più messi in condizione di realizzarlo; ci hanno tolto striscioni di carta, megafoni, tamburi, fumogeni; ci lasciano fuori se dimentichiamo il segnaposto. Siamo soggetti ad ogni decisione di ogni ente o osservatorio magari inventata 3 minuti prima senza che le nostre società dicano una sola parola per non perdere i soldi delle televisioni che evidentemente per loro valgono più di una tifoseria al seguito. Ma non basta. ultimi mesi siamo diventati anche il bersaglio della Questura che cerca di falcidiare la nostra aggregazione con provvedimenti “preventivi” con motivazioni allucinanti (ultimi, ma non ultimi, dei fotogrammi dove alcuni di noi facevano il gesto del silenzio) solo per essersi opposti a questa deriva sociale dello stadio.

Crediamo onestamente di non meritarcelo.

Guardateci in faccia, guardate quello che abbiamo fatto in questi anni: aggregazione, coreografie, materiale, sostegno alla squadra, scalda-biberon per gli ospedali, collette per salvare la squadra dal fallimento, spalare la neve per essere sugli spalti, essere a Pescara del Tronto alle 6 del mattino del 24 agosto, e certo, poiché non siamo chirichetti, anche farci rispettare fisicamente in casa e in trasferta, senza mai cambiare faccia.

Ma se questo basta per diventare il capro espiatorio di tutti i mali per la stampa, per la Questura e per chi non ha mai visto l’Ascoli calcio lontano dalla sua comoda poltrona, noi invece non abbiamo voglia di subire di tutto e farlo passare sotto traccia.

Siamo tifosi e non marionette.

Utilizzeremo l’unica arma che ci è rimasta: IL SILENZIO. Invitiamo,pertanto, in occasione della partita di questo fine settimana, tutte le persone solidali con noi, a lasciare vuota la balaustra da ogni drappo e/o striscione dei gruppi organizzati, rimanendo per i primi 10 minuti di gara in silenzio e iniziando a sostenere la squadra,come abbiamo sempre fatto, solo al termine di questi.

Un silenzio che spinga a riflettere e che faccia chiedere a qualcuno: “perché tutto questo?”

Tutto ciò a prescindere dal vergognoso teatrino in atto in queste ore sul discorso stadio; a poco più di 3 giorni dalla partita non sappiamo ne dove giocheremo ne se giocheremo a porte chiuse o aperte o se la partita stessa sarà rinviata. Questa situazione oltre ad essere ridicola e paradossale, mortifica oltremodo l’intera tifoseria, costretta nuovamente ad assistere inerme alla totale mancanza di rispetto da parte delle figure preposte alla vigilanza, figure ci sembra tanto solerti e celeri nel rilasciare dichiarazioni ed interviste rassicuranti ai giornali, quanto abili nello scomparire e nel ridursi all’“ultimo momento” in presenza di situazioni scomode e di difficile gestione,come la presente.

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 143 volte, 1 oggi)