ASCOLI PICENO – La notizia diramata dall’amministrazione comunale ascolana nella giornata del 23 novembre ha amareggiato molti supporter bianconeri e affezionatissimi dello stadio ‘Del Duca’.

L’impianto sportivo presenta problemi seri. Il Comune ha rilasciato una nota in cui nella giornata odierna saranno rese note le risultanze delle prove di carico attualmente in corso sulla curva Sud e sulla copertura della Tribuna Ovest.

Ma l’evoluzione delle analisi svolte dall’Università Politecnica delle Marche hanno già evidenziato, tuttavia, delle lesioni tali da procurare un giudizio di inagibilità sia della curva sud che della medesima tribuna coperta.

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Francesco Ameli, si rivolge direttamente al sindaco Guido Castelli riguardo alla vicenda: “Ora è il tempo della chiarezza, che la città chiede al suo sindaco affinché si metta nero su bianco la realtà dei fatti senza speculazione sul terremoto”.

Ameli dal suo canto aggiunge: “Mi preme sottolineare in primis che se avessimo dovuto dare retta agli annunci del sindaco ora avremmo avuto una nuova tribuna est con locali sottostanti. La realtà purtroppo è diversa e sotto gli occhi di tutti. Ma ancor prima di ciò il sindaco dovrebbe spiegare come mai analisi cosi accurate oltre quelle effettuate (ed assolutamente necessarie) non siano state fatte su tutto lo stadio quando è stato deciso di demolire la tribuna”.

Lo stadio ‘Del Duca’, fa notare il consigliere comunale ascolano, presentava disagi da diverso tempo: “Già quattro anni fa i tifosi manifestarono la loro preoccupazione sulla curva. E per anni migliaia di tifosi hanno saltato su quei gradoni. E come mai, analisi cosi accurate non sono state fatte successivamente al sisma del 24 agosto? È ancora presto per fare valutazioni ma non vorrei che il sindaco ‘agiti le acque’ volutamente per meri tornaconti personali ed utilitaristici”.

L’esponente del partito democratico conclude il suo pensiero affermando: “Una certezza ce l’abbiamo: uno stadio che non sappiamo che fine farà e un’assicurazione di cui non se ne parla più”.

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