ANCONA – E’ stato siglato questa mattina il Protocollo di collaborazione tra Regione e ARCAT Marche (Associazione regionale dei Club Alcologici Territoriali delle Marche) per la prevenzione dell’alcolismo, la riabilitazione di persone con problemi di abuso alcolico e il sostegno alle loro famiglie.

Diecimila euro il contributo assegnato per il protocollo che si focalizza sull’azione preventiva ed educativa verso le giovani generazioni e prevede un programma di azioni finalizzate ad accrescere la consapevolezza dei rischi derivanti dall’uso di sostanze alcoliche, i problemi correlati all’alcol e alle dipendenze in generale. Con il Protocollo la Regione, rappresentata da Paolo Mannucci, Dirigente delle Politiche Sociali della Regione Marche su delega del Presidente, riconosce il ruolo che l’Arcat con la sua rete locale di Club svolge nel territorio regionale: è un punto di riferimento per la conoscenza dei rischi legati all’alcol, fa attività sociale di auto mutuo aiuto nel confronto con le politiche socio assistenziali e sanitarie tra i soggetti istituzionali, i servizi pubblici e la società civile.

La Regione riconosce l’importanza del rafforzamento e dell’estensione della rete offerta dall’Arcat nei confronti dei propri aderenti e più in generale a favore delle persone con problemi di alcol e delle loro famiglie. Il documento definisce azioni congiunte come l’organizzazione di incontri con le autonomie scolastiche per approntare un percorso di formazione alla salute ed educazione alla sobrietà come stile di vita. Propone un evento di informazione sull’alimentazione e i rischi connessi all’uso di bevande alcoliche per l’adozione di adeguati stili di vita e promuovere il benessere dei giovani soprattutto nelle scuole dell’obbligo. L’Arcat si impegna anche sul fronte che riguarda il reato di omicidio stradale avviando un programma educativo e di conoscenza per le persone a cui è stata ritirata la patente in collaborazione con l’autorità giudiziaria.

Scheda: dati sull’alcoldipendenza Il consumo di bevande alcoliche in Italia è responsabile della morte di 17mila persone e rappresenta la prima causa di morte nei giovani in età tra i 15 e i 29 anni.

Sono dati ISTAT e Istituto Superiore di Sanità del 2014. In Italia i consumatori a rischio sono circa 8 milioni mentre 1 milione e mezzo hanno seri problemi alcolcorrelati. Di questa parte della popolazione italiana solo 60mila sono ufficialmente in carico presso i servizi pubblici. Questo gap viene parzialmente colmato dall’impegno di accoglienza e di sostegno svolto dal volontariato e dal privato sociale che coopera con i Servizi pubblici ed integra il loro lavoro intercettando chi non si rivolge alle strutture del SSN (SerD,Servizi di Alcologia, Comunità Terapeutiche e di accoglienza).

La più grande realtà no profit presente in Italia da oltre trenta anni nel campo dell’accoglienza dei problemi alcol correlati è rappresentata dal Movimento dei Club Alcologici Territoriali (CAT), comunità composte da famiglie con problemi legati all’uso di alcol che sperimentano un percorso di superamento di tali disagi secondo i principi dell’Approccio Ecologico-Sociale elaborato da Vladimir Hudolin, psichiatra croato consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I CAT sono circa duemila e sono presenti in ogni regione come nodi della rete di protezione e promozione della salute rispetto ai problemi alcolcorrelati. I Club sono organizzati in diversi livelli associativi: le Associazioni locali (ACAT), provinciali (APCAT) e regionali (ARCAT) e l’Associazione nazionale (AICAT). Per la loro distribuzione sul territorio nazionale e per il numero di persone coinvolte (circa trentamila), rappresentano una delle più significative realtà nazionali ed internazionali sul piano del trattamento dei problemi alcolcorrelati.

Nelle Marche i CAT sono coordinati dall’ ARCAT MARCHE, Associazione Regionale dei Club Alcologici Territoriali – metodo Hudolin.

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