ANCONA – La lingua italiana come strumento di integrazione degli studenti stranieri non nati in Italia. Un’esperienza che ha già formato più di 3.285 ragazzi e che le Marche ripropongono con la nuova programmazione Fse 2014-2020. La Giunta regionale ha approvato le linee guida degli Avvisi pubblici per la presentazione dei progetti formativi da parte degli istituti scolastici (primo e secondo grado) e delle strutture formative (purché associate con le scuole) per l’anno scolastico 2016/2017.

“L’obiettivo di questa iniziativa è sostenere l’inclusione dei giovani stranieri a rischio di marginalità sociale, partendo dall’apprendimento dell’italiano – spiega l’assessore all’Istruzione, Loretta Bravi – La capacità di comunicare è la condizione base per arrivare all’integrazione dei ragazzi nella scuola e nella società, oltre che lo strumento indispensabile per inserirsi nel mondo del lavoro. La formazione, per essere più efficace, prevede il coinvolgimento delle famiglie dei ragazzi stranieri, allo scopo di favorire la diffusione e la conoscenza della cultura italiana, favorendo una cittadinanza attiva e consapevole. I nuclei familiari coinvolti saranno seguiti da mediatori culturali e associazioni di volontariato”.

I destinatari di questi percorsi formativi sono gli allievi iscritti alle medie inferiori e superiori. Vengono costituite classi di apprendimento con un basso numero di ragazzi per garantire un migliore apprendimento. Nella precedente programmazione Fse (Fondo sociale europeo) 2007-2013, la Regione ha investito 2,4 milioni di euro, insegnando l’italiano come seconda lingua a più di 3.285 ragazzi stranieri.

Uno studio ha evidenziato che il tasso di dispersione scolastica di questi ragazzi è nettamente inferiore rispetto agli studenti stranieri che non hanno seguito il percorso di apprendimento della lingua.

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