ASCOLI PICENO – Sono iniziati questa mattina i tre giorni di inaugurazione (5, 6,7 dicembre)  della Bottega del Terzo Settore, l’associazione nata dal progetto della Fondazione Carisap che avrà come sede il ristrutturato palazzo conosciuto dagli ascolani come ex cinema Olimpia.

Un lavoro di recupero e restauro di uno degli edifici storici di cui la città può vantare per dare una immagine rinnovata e radicata nella comunità; una sorta di continuità di luogo aperto al sociale con l’aggiornamento dettato dal mutare dei tempi: un luogo di incontro, di confronto, di progettazione, tra cittadini e della provincia picena.

Da questo luogo, Fondazione Carisap e Bottega del Terzo Settore, apriranno le porte al mondo dell’associazionismo per intraprendere un dialogo ancora più efficace ed efficiente con la comunità.

Il sindaco Guido Castelli ha dato il via alla presentazione, cui sono seguiti i relatori, nonché fondatori della Bottega del Terzo Settore: il Presidente della Fondazione Carisap, Vincenzo Marini Marini, la presidente dell’associazione “I Girasoli” di Acquaviva Picena e presidente della Bottega del Terzo Settore, Micaela Gasparrini; Carla Capriotti della Cooperativa Sociale “Ama Aquilone” di Castel di Lama; il presidente dell’associazione “Wega” di Amandola, Domenico Baratto; il presidente dell’associazione “Primavera”, Franco Zazzetta.

“ La finalità principale – spiega il Presidente Vincenzo Marini Marini – è quella di creare dei collegamenti più costruttivi e più efficienti per gli operatori del Terzo Settore. Questa struttura servirà per creare occasioni di incontro fisico tra i vari soggetti del Terzo Settore e soprattutto sarà una piattaforma digitale, che Microsoft ci darà, per mettere in collegamento, in modo più efficiente, le varie associazioni. La finalità è quella di agevolare una comunità quando avrà la necessità di affrontare una tematica non dovendo cercare le diverse organizzazioni perché qui dentro, in questa struttura, questo lavoro sarà già stato fatto: la Bottega del Terzo Settore vuole creare un welfare abilitativo, cioè mette la comunità, le persone in grado di operare in proprio e direttamente e di aiutarsi l’un l’altro in maniera più sinergica”.

“Il fulcro del nostro percorso, come membro di questa squadra, è quello della creazione di reti e di relazioni prima tra di noi, operatori del Terzo Settore e poi tra noi e la comunità – interviene Micaela Gasparrini – Deve essere un luogo di idee, di pensieri, di valori per la creazione di nuove progettualità estendendo la partecipazione anche alle altre realtà associazionistiche che si occupano di sociale al fine di creare un percorso di cambiamento e di innovazione”.

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