MACERATA – Con la norcineria devastata dal terremoto hanno deciso di comperare di tasca propria un furgone da adibire a negozio e continuare l’attività, per salvare i prodotti aziendali e il posto di lavoro dei propri  dipendenti. E’ la storia di Nunzio e Paolo Fattobene, allevatori della Coldiretti di San Severino Marche, esempio della voglia di ripartire delle aziende agricole danneggiate dal sisma che ha messo in ginocchio il sistema produttivo del Maceratese.

Le scosse hanno gravemente lesionato l’edificio nel quale i due fratelli avevano il negozio, una norcineria-street food dove vendevano salumi ma anche panini con ciauscolo, braciole e altri prodotti fatti in azienda, circa 40 ettari di terreno con un allevamento di 800 maiali nelle campagne della zona. Un problema grave per i Fattobene, tanto più che la loro società agricola dà lavoro a nove persone che rischiavano così di restare a casa.

“Non abbiamo voluto arrenderci al sisma e così abbiamo deciso di acquistare un furgone speciale per proseguire l’attività – spiegano i due allevatori –. Un investimento non da poco ma necessario per ripartire e dare una speranza alla nostra famiglia e ai nostri collaboratori”. Visti i problemi di agibilità e sicurezza del fabbricato che ospitava il vecchio negozio, la “norcineria mobile” è stata collocata sulla strada statale, in Zona Rione Miliani vicino l’ospedale, dove da oggi, giovedì 1° dicembre, è ripresa l’attività di vendita.

“L’iniziativa dei fratelli Fattobene testimonia la voglia delle imprese agricole di non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento, contribuendo alla ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo – spiegano il presidente di Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, e il direttore Giordano Nasini -. Una voglia che va ora sostenuta con apposite misure e il recente decreto varato dal Governo, con gli interventi per le imprese terremotate, va in questa direzione”.

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