ROMA – Ad oggi sono in campo 180 squadre di tecnici ed esperti abilitati per le verifiche di agibilità con procedura Fast (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati attivata, dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre, nelle Regioni Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio.

Secondo i dati forniti dalle Regioni alla Di.coma.c., aggiornati all’11 dicembre, le squadre di tecnici abilitati hanno effettuato complessivamente 27.489 verifiche su edifici privati: 13.047 nelle Marche, 10.562 in Umbria, 3.296 in Abruzzo e 584 nel Lazio.

Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 11.453, mentre sono 8.788 gli esiti di “non utilizzabilità” per temporanea, parziale o totale inagibilità. Sono 857 gli edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. Risultano invece 6.391 le verifiche al momento senza esito perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di immobili nei quali non è stato possibile accedere e che necessitano di ulteriori sopralluoghi.

In particolare, nella Regione Marche dalle 13.047 verifiche effettuate risultano 4.921 edifici agibili e 434 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. Sono invece 5.217 gli edifici “non utilizzabili” mentre sono 2.475 le verifiche senza esito.

Nella Regione Umbria dalle 10.562 verifiche effettuate risultano 4.675 edifici agibili, 292 “non utilizzabili” per solo rischio esterno mentre sono 2.609 gli esiti di “non utilizzabilità”. Sono infine 2.986 gli edifici che, al momento, risultano senza esito.

Nella Regione Abruzzo dalle 3.296 verifiche effettuate, sono risultati 1.612 edifici agibili, 113 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 898 “non utilizzabili”. Sono invece 673 gli esiti non attribuiti.

Nel Lazio dalle 584 verifiche effettuate, risultano 245 gli edifici agibili, 18 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 64 “non utilizzabili”. Sono invece 257 gli esiti non attribuiti.

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