Daniele Colucci, socio dell’Associazione Pescara del Tronto 24/08/2016, dichiara che “l’attenzione del commissario Errani ci ha spinto a esporre le nostre esigenze”.

Colucci spiega come l’incontro con il commissario con Errani sia stato proficuo e le reali necessità della popolazione arquatana ascoltate e comprese.

Perchè è nata l’Associazione? “La nostra costituzione è stata determinata da un’esigenza, un bisogno. C’era un problema comune, avevamo perso le persone care, famigliari e amici, avevamo perso le case e i luoghi dove eravamo nati e cresciuti e dove qualcuno voleva morirci, ma in altro modo. Quindi è venuta da sè la necessità di remare tutti nella stessa direzione.  Finora, posso dire che associarsi è stato un vantaggio.”

L’incontro con Errani? “La prima volta che abbiamo incontrato il commissario Errani è stato il 24 Settembre, un mese dopo dal giorno che ci ha sconvolto le vite. Errani ascoltò i nostri dubbi, con la promessa da parte sua che avremmo collaborato, che non saremmo stati parte passiva. La prima problematica di cui parlammo fu del come trattare le seconde case, perché eravamo coscienti che tutto il nostro Comune doveva molto anche ai villeggianti e che questi non erano dei turisti sporadici, ma erano degli Arquatani, non residenti, ma Arquatani.

Siamo stati i primi ad attenzionare la ricostruzione sulle seconde case.

Per noi è  fondamentale per non lasciare morire il nostro borgo. E come promesso, già dal primo decreto potemmo constatare che la questione era stata trattata. L’ ultima volta che ci siamo incontrati è stato circa due settimane fa. Avevamo chiesto all’amministrazione comunale di rivedere le metrature delle case e la loro disposizione, non potendo darci una risposta è stato interpellato di nuovo il commissario per la ricostruzione che nel giro di due giorni è riuscito ad incontrarci e a farci capire quali erano le cose possibili e impossibili da fare.

Gli obbiettivi e i traguardi dell’Associazione a breve termine?“Come già detto l’obiettivo principale per ora è quello di riuscire ad ottenere una disposizione delle casette in legno staccate l’una dall’altra al fine di garantire un minimo di privacy in più. Anche questa potrebbe sembrare una richiesta spocchiosa, ma la questione è che con molta probabilità dovremmo rimanere nelle casette per qualche anno. Pescara non potrà essere ricostruita dov’era e per poter stabilire un’area sicura per la nuova Pescara bisognerà aspettare che ingegneri e geologi ci dicano dove. Nell’ ambito di un incontro con il geologo Gattoni si è parlato di Agosto 2017.

Il secondo obiettivo a breve termine è invece il recupero delle automobili dalla piazzetta di Pescara, pare che sarà necessaria una gru che posizionandosi sulla SS Salaria possa esfiltrare le macchine. In settimana c’è stato un sopralluogo dove erano presenti l’ Ing Spuri, Casini, il Cte dei vigili del fuoco Malizia, Ing dell’ ANAS, il Cte della Polizia il vicesindaco Franchi, ed i consiglieri Leonardo Gabrielli e Paci Maurizio, giungendo alla conclusione della necessità di un progetto specifico per la rimozione delle macchine che allungherà notevolmente i tempi. Così molti paesani che hanno perso i famigliari e le loro case, sono costretti a farsi prestare le macchine per poter  venire da Roma a trovare i propri cari nei cimiteri, con l’augurio che la situazione si risolva al più presto e che si renda disponibile il prima possibile uno spazio per poter ospitare delle brandine al fine di dare un punto d’appoggio a quelli che non potranno beneficiare delle S.A.E. ma che non vogliono dimentica Pescara e Arquata.

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