ROMA – Sono 179 le squadre di tecnici ed esperti abilitati in campo oggi per le verifiche di agibilità con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati, attivata dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre nelle Regioni Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio. Secondo i dati forniti dalle Regioni alla Dicomac, aggiornati al 17 dicembre, le squadre hanno effettuato complessivamente 34.776 verifiche su edifici privati: 17.400 nelle Marche, 12.774 in Umbria, 3.543 in Abruzzo e 1.059 nel Lazio.

Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 15.138, mentre sono 10.751 gli esiti di “non utilizzabilità” per temporanea, parziale o totale inagibilità, oltre a un totale di 1.020 edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno. A questi si aggiungono 7.867 edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili e, pertanto, sono necessari ulteriori sopralluoghi.

In particolare, nella Regione Marche su oltre 17 mila verifiche effettuate sono 14.181 gli esiti attribuiti: risultano 6.815 edifici agibili (il 48% degli esiti), 555 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 6.811 “non utilizzabili” perché danneggiati. Sono quasi 3mila, invece, le verifiche per le quali non è stato possibile attribuire un esito.

Nella Regione Umbria su oltre 12mila verifiche effettuate sono 9.238 gli esiti attribuiti: risultano 6.048 edifici agibili (il 65,5% degli esiti) e 318 “non utilizzabili” per solo rischio esterno, mentre sono 2.872 gli esiti di “non utilizzabilità”. Sono infine poco più di 3.500 i sopralluoghi che risultano senza esito.

Nella Regione Abruzzo su oltre 3mila verifiche effettuate sono 2.810 gli esiti attribuiti: sono risultati 1.753 edifici agibili (il 62% degli esiti), 123 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 934 “non utilizzabili”. Sono invece oltre settecento gli esiti non attribuiti.

Nel Lazio, su poco più di mille verifiche effettuate, sono 680 gli esiti attribuiti: risultano 522 gli edifici agibili (quasi il 77% degli esiti), 24 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 134 “non utilizzabili”. Sono invece quasi quattrocento le verifiche per le quali non è stato possibile attribuire un esito.

Mentre l’attività delle squadre coordinate dalla Dicomac si concentra prevalentemente sulle verifiche con prcedura FAST per consentire il rientro più rapido possible negli immobili dichiarati agibili, alcune squadre abilitate AeDES (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) continuano a lavorare sotto il coordinamento della Dicomac per ultimare le verifiche su edifici pubblici e, solo nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, anche su fabbricati privati, nonché per eseguire i sopralluoghi sugli edifici ai quali le squadre FAST non hanno attribuito esito, richiedendo un approfondimento attraverso scheda AeDES.

Sugli edifici privati dichiarati “non utilizzabili” all’esito del sopralluogo FAST, invece, saranno autorizzati a svolgere le verifiche AEDES tecnici professionisti iscritti agli ordini e ai collegi professionali, su diretta chiamata dei proprietari degli immobili, secondo quanto stabilito dall’ordinanza numero 422, firmata dal Capo del Dipartimento della Protezione civile nei giorni scorsi. La valutazione con scheda AeDES, infatti, è necessaria per l’accesso ai contribute per la ricostruzione private come pure, per i Comuni, per quantificare il numero di casette da ordinare.

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