CAPODACQUA – Il Fai, Fondo Ambiente Italiano, si è mobilitato per ridare luce all’Oratorio della Madonna del Sole di Capodacqua, prezioso monumento, simbolo dell’identità dei cittadini e del paese. È stata lanciata una raccolta fondi nazionale per il suo recupero, con l’obiettivo di raccogliere le somme necessarie per il recupero dell’edificio e dare un futuro a un pezzo di storia che appartiene a tutti gli italiani.

L’edificio è un piccolo tempio costruito nella seconda metà del XVI secolo, a pianta ottagonale, che la tradizione attribuisce a Nicola Filotesio, vero nome di Cola dell’Amatrice, architetto, pittore e scultore nato nel 1490 e originario di Amatrice.

Le violente scosse di ottobre hanno provocato il crollo del campanile a vela. Solo la chiesa è sopravvissuta grazie ai lavori di messa in sicurezza provvisoria stimolati dal Fai dopo il sisma del 24 agosto ed eseguiti da Vigili del Fuoco e Protezione Civile, su progetto della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti, e Paesaggio delle Marche: le impalcature, i puntellamenti e i supporti lignei hanno fatto sì che la struttura restasse in piedi. La chiesa ha quindi resistito al più recente sciame sismico ma sono gravi i danni delle prime scosse: la facciata principale è crollata in parte, così come la cornice del rosone. I frammenti lapidei sono stati raccolti, catalogati, immagazzinati e messi in salvo. Fortemente lesionato anche l’interno caratterizzato da affreschi di grande pregio dedicati alla Madonna e al Figlio, come l’Assunzione della Vergine tra gli apostoli, della metà del Cinquecento, e la Madonna del Sole, il più antico dell’apparato (1523) e incorniciato nell’edicola, attribuito a un discepolo di Carlo Crivelli. L’affresco rimanda all’origine della chiesa, costruita nel luogo dove, in tempi remoti, avvenivano riti naturalistici in onore del sole, fino a quando la comunità locale sostituì il culto con quello per la Vergine.

Nonostante la tenacia e la tempestività i danni sono ingenti. Per questo ora è necessario l’aiuto di tutti, il Fai si appella alla solidarietà degli italiani affinché partecipino alla raccolta fondi a favore di questo bene e contribuiscano a dare un segnale di forza e speranza. Gli abitanti di Capodacqua sono da sempre legati al loro oratorio, prima del terremoto si erano autotassati per avviare il restauro dei preziosi affreschi all’interno. In continuità con la volontà dei cittadini, il FAI, attraverso la presidente regionale Marche, Alessandra Stipa, ha scelto di “adottare” questo monumento.

“Mi auguro che anche Confindustria Ascoli intervenga – aggiunge la Stipa -. Il denaro sarà comunicato ufficialmente e gestito dal Fai, esecutore di un progetto in accordo con la Soprintendenza: prevediamo un adeguamento sismico compatibilmente con la struttura. I lavori saranno appaltati ad aziende possibilmente locali. La popolazione è affezionatissima a questo luogo. Lo abbiamo scoperto in occasione delle passate Giornate di Primavera, quando abbiamo aperto diversi beni ad Arquata, ma non questo oratorio poiché era in restauro grazie ai soldi raccolti dagli stessi abitanti. È un segnale dell’orgoglio di vivere in un posto ricco di fascino che il Fai ha colto e intende preservare. All’epoca del sopralluogo a Capodacqua, ho capito quanto sia vivo l’attaccamento degli abitanti al patrimonio culturale e quanto sia significativo agire per la sua conservazione. Il parroco don Francesco Armandi ha definito un miracolo l’intervento del Fai e credo non abbia esagerato” afferma la presidente Stipa.

PER DONAZIONI

Causale “Terremoto Arquata 2016”

IBAN: IT29J0335901600100000017752

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