ASCOLI PICENO – Si considera l’unica vera opposizione in Consiglio comunale, il Partito democratico ascolano che ha tenuto la consueta conferenza stampa di fine anno, per tracciare il bilancio dell’attività svolta nel 2016 e indicare alla pubblica opinione gli obiettivi e le iniziative per il 2017.

“Un anno tragico per la nostra città e per tutto il territorio il 2016 – ha detto il capogruppo consiliare Francesco Ameli – a causa del terremoto, evento a proposito del quale non vogliamo polemizzare su come sono state gestite le sue conseguenze ma che citiamo solo per augurare a tutti i cittadini di tornare presto alla piena agibilità delle loro abitazioni”. Anche se per Valentina Bellini il dramma del terremoto non dovrebbe servire all’amministrazione comunale per giustificare disservizi e ritardi ma piuttosto per cogliere opportunità di cambiamento e sviluppo.

In particolare sulle difficoltà causate dal terremoto a commercianti e ad esercizi pubblici, sia Ameli che il segretario cittadino, Massimo Gaspari, hanno ricordato la mozione presentata dal Pd in Consiglio comunale per venire incontro alle difficoltà degli esercenti del centro storico attraverso una sorta di fiscalità di vantaggio; mozione che però ancora la maggioranza non intende discutere.

Ameli si è poi impegnato a tornare a trattare nel 2017 della questione lavoro, “una tematica dimenticata da gran parte delle forze politiche presenti in consiglio comunale. Continuano chiusure e licenziamenti, ma di questo non si parla più. Il Pd ternerà su un tema così importante per Ascoli”.

Quanto alla raccolta differenziata, ferma ancora al 40%, secondo il Pd è ora di imprimere una vera accelerazione: “Sono anni che questa amministrazione promette – ha detto Ameli – ma sono anni che questa amministrazione non fa. La TARI intanto è già aumentata, ma la raccolta differenziata è ancora al palo. In materia siamo il fanalino di coda delle Marche”.

La questione parcheggi è stata un altro punto toccato dal Pd, che ha definito importantissimo. Un problema che il Pd ha voluto collegare alla vendita della Piceno Gas. “Noi abbiamo contestato fortemente la vendita del 45% della Piceno Gas – ha detto Ameli – perché è stato venduto un gioiello di famiglia per sanare buchi di mala gestione amministrativa. E quando si venderà l’ulteriore 45%, noi continueremo a dire a questa amministrazione una cosa molto semplice: investa questi soldi per riacquistare i parcheggi. Il sindaco ci dica se questo si può fare o no. Se sì, lo si faccia. Se no, noi abbiamo un’altra proposta da mettere in campo: un investimento forte su tutte le scuole della città per l’adeguamento anti-sismico. E in questo caso il sindaco non potrà dirci di no”.

Altra delicata questione toccata – a sua volta da Giancarlo Luciani Castiglia – la forte sofferenza del bilancio comunale, testimoniata da vari sintomi: “I pesanti e ripetuti interventi della Corte dei Conti che mette in discussione i conti comunali; i nove ricorsi al Tar persi dal Comune in tema di rifiuti; i gravi problemi ambientali nell’area cittadina; dalla bonifica della vasta di prima pioggia che non è partita; le varie “bombe ambientali” non sanate e a proposito delle quali – ha sottolineato Luciani Castiglia – il sindaco si limita a rilanciare la palla ad altri ed a rinviare sine die”. Un modo di procedere che Luciani Castigia definisce “il metodo Castelli”.

Un dato importante ha infine sottolineato Giancarlo Luciani Castiglia: “Alla data dello scorso 22 dicembre, praticamente alla fine dell’anno, l’amministrazione comunale ha usato 6 milioni e 200 mila euro di anticipazioni di cassa, per ora non rimborsati, che io chiamo buco di cassa, ovvero buco di tesoreria, soldi che sono stati presi e che l’amministrazione non è in grado di restituire. E sperando che ad oggi siano già state incassate per intero le tasse scadute il 16 dicembre, pari a circa 3 milioni e mezzo di euro. Ma la cosa sorprendente – ha aggiunto Luciani Castiglia – è che fra questi 3,5 milioni di euro ci sono già i 6,3 milioni di euro della prima tranche della vendita della ‘Piceno Gas’ sicuramente incassati a luglio. Dunque – secondo Luciano Castiglia – se paradossalmente il Comune non avesse venduto il 45% della “Piceno Gas”, oggi ci troveremmo con un buco di cassa di 9 milioni di euro. Questa è la situazione. Ci troviamo di fronte ad uno squilibrio di cassa. Le entrate correnti non riescono a pareggiare le spese. Il sindaco ce ne deve dare conto e si deve assumere le sue responsabilità.

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