ASCOLI PICENO – “Perché sono arrabbiato? Le cose non vanno per nulla bene, ieri sera ho parlato per un’ora con una persona che ha seguito da vicino la ricostruzione dopo il terremoto de L’Aquila, dove sicuramente ci sono stati tanti problemi, ma qui vedo che manca la volontà, o la forza. Stiamo morendo”: Peppe Mariani, ex sindaco di Roccafluvione ed ex assessore della Provincia di Ascoli Piceno, manifesta tutto il suo turbamento per quanto sta avvenendo – o non sta avvenendo – in tema di ricostruzione dopo i devastanti sisma che hanno colpito il Centro Italia.

“Abbiamo un problema: a L’Aquila fu colpita una grande città mentre stavolta i comuni coinvolti sono piccoli e deboli, se arriva Vasco Errani o qualche ministro e dicono che va tutto bene i sindaci e persino i cittadini sono portati a fidarsi. Invece qui vedo che si gioca e basta” continua Mariani, il quale precisa “che non mi interessano gli schieramenti politici, lavoro a Dubai e sono fuori dalla politica attiva, ma qui si tratta della vita delle persone, della nostra terra, che vedo abbandonata: non si può stare zitti”.

Lei ha lanciato anche la proposta di manifestare pubblicamente il dissenso per come è gestita questa fase post-terremoto. Perché?

“Siamo di fronte ad un cratere amplissimo, la situazione è più grave di quella de L’Aquila, che conosco bene perché come Provincia aiutammo gli sfollati al campo di Coppitto. Ma lì in quattro mesi tirarono su 10 mila alloggi e c’era tanto fermento mentre da noi a parte gli annunci non c’è niente. In Abruzzo hanno avuto un’attenzione mediatica nazionale per mesi che qui manca”.

Cosa sta accadendo nella zona montana umbro-marchigiana, la più colpita dal disastro?

“Adesso dicono che non si può fare molto con la scusa della neve ma nel frattempo coloro che sono rimasti rischiano di andarsene via tutti. Vogliono far morire questi paesi, se le cose andranno avanti così il 90% non verrà ricostruito. A Roccafluvione c’è la mia casa paterna, ci sono decine di edifici ancora inagibili ma non se ne parla, è come se non esistesse, e se ti sposti è così ovunque, a Castel Sant’Angelo sul Nera, a Ussita, Visso: scomparsi! Si parla solo della Cattedrale di Norcia e di Amatrice, perché lì il sindaco ha ottenuto una visibilità nazionale”.

Come si risolve questa situazione?

“Io intanto dico svegliamoci, è necessario che la popolazione si svegli, si mobiliti, qui non ci sono neppure le strade. Parlavo con un mio amico di Castelluccio di Norcia, non hanno neppure tolto le macerie dalle strade, si devono spostare a piedi o con i trattori. Nessuno si presenta con un progetto, nessuno dice cosa vogliono fare, quanti borghi ricostruiremo in quanto tempo, per quanto tempo migliaia di persone vivranno negli alberghi della costa. Non è un discorso legato alla destra o alla sinistra, è un discorso di sopravvivenza altrimenti ci faranno morire. La popolazione colpita è choccata, dobbiamo incoraggiarli a parlare e dobbiamo scuotere i sindaci a fare lo stesso e muoverci tutti assieme”.

“Peggio di così non si poteva fare, anche la questione delle casette di legno genera tanti dubbi, si parla di tantissimi mesi e qui nelle Marche minacciano di denunce di abusivismo se vengono messe in spazi privati, roba da matti. Ad Uscerno oggi non c’è più nessuno, qui c’è un territorio che sta morendo, esigiamo risposte immediate e certe” termina Mariani.

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