COLLI DEL TRONTO – Sotto la neve, una bufera polemica. Spara letteralmente a zero il sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli contro la gestione dell’Unione dei Comuni della Vallata e, quindi, su Valerio Lucciarini, sindaco di Offida, e il Partito Democratico, etichettato come “assopigliatutto”. La questione del contendere riguarda la presidenze dell’Unione dei Comuni della Vallata (o disunione, in questo caso) che dopo due anni e mezzo di reggenza da parte di Offida si vorrebbe di nuovo assegnare a Lucciarini,

“La democrazia non è giocare ad “assopiglia tutto”. L’atteggiamento del Partito Democratico snatura la collegialità e gli obiettivi dell’Unione. C’è il rinnovo della presidenza dell’ente, scaduta nel dicembre scorso dopo 2 anni e mezzo, e Offida vuole di nuovo lo scettro dopo due anni e mezzo di reggenza. Dietro a questa manovra ci sono alcuni retroscena, poco rumorosi ma parecchio efferati, con la regia del Partito Democratico” scrive Cardilli.

“Vogliono tutto: si sono presi l’Istituto Comprensivo, vicenda per cui abbiamo già hanno firmato più di migliaio persone indignate su una petizione, contro lo smembramento dell’Isc Falcone e Borsellino. Ed ora, vogliono anche l’Unione. Ancora una volta. Offida è già in carica da due anni e mezzo – periodo massimo stabilito dallo statuto – ed ora ci doveva essere un avvicendamento a rotazione seguendo i principi democratici secondo cui nacque l’ente tanti anni fa, anche se non è vietato il secondo mandato” continua il sindaco di Colli.

Cardilli ricorda che “Spinetoli ha già un mandato da due anni e mezzo, e quindi dopo Offida sarebbe toccato a Colli del Tronto e quindi Castel di Lama e poi Castorano)”, ma che “così uno dei sindaci dell’Unione non sarà mai presidente, ma non è accettabile. Si stanno minando gravemente le fondamenta su cui si mantiene un ente di natura democratica, nato al servizio dei cittadini dei comuni di riferimento, e non certo al servizio di una fazione politica ben precisa: il Partito Democratico”.

“Voglio ricordare anche che all’epoca, quando per effetto della rotazione la presidenza dell’ente toccava al comune di Appignano, l’allora sindaco, Nazzarena Agostini, rifiutò perché sapeva che di lì a poco ne sarebbe uscita; segno, questo, di una grande correttezza istituzionale. Quindi, a conti fatti, oggi toccherebbe a Castel di Lama e a Colli. A margine di un vertice tra noi comuni di riferimento per assegnare l’incarico al nuovo presidente, purtroppo si è verificato un fatto molto spiacevole: c’è stato un vero e proprio diktat di Offida alla presa dell’Unione. Ancora una volta. Ora, però, era il turno di Colli del Tronto, anche se, per quanto mi riguarda, avrei potuto anche saltare il giro” scrive.

“Il problema, però, è che se poi è la direzione provinciale del Pd ad orientare la carica del nuovo presidente, allora i conti non possono tornare. Non è giusto. L’unione esiste da più di un decennio, ma una cosa del genere non era mai accaduta. Non è la questione di appoggiare un sindaco al posto di un altro, ma solo di portare avanti un principio, certamente non riportato nello statuto ma sta poi alla correttezza di ognuno agire di conseguenza. Si tratta di un turn over che si basa sulle regole della democrazia. Ora, però, a grave rischio.” conclude Cardilli.

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