ROMA – Un gruppo di esperti sul rischio valanghe si è riunito, ieri 21 gennaio, presso il Centro Operativo Comunale di Penne (PE) per valutare le azioni da mettere in campo in relazione al rischio residuo valanghe a seguito delle eccezionali nevicate dei giorni scorsi e dei terremoti del 18 gennaio.

Il team è costituito da personale di Meteomont, il servizio nazionale di previsione neve e valanghe, di cui fanno parte Corpo Forestale dello Stato/Carabinieri, Comando Truppe Alpine e Servizio meteorologico Aereonautica e di Aineva, l ‘associazione delle Regioni e Province Autonome dell’arco alpino italiano.

Partecipa alle attività il Centro di competenza del Dipartimento, l’Università degli studi di Firenze con il Dipartimento di Scienze della Terra che ha provveduto a installare a Rigopiano strumenti che aiutano a monitorare l’attivazione di nuove valanghe sul versante sovrastante l’hotel. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza degli operatori che stanno intervenendo sullo scenario dell’evento. In particolare è operativo un radar di registrazione dei movimenti del versante, che è al momento in fase di taratura per il corretto funzionamento. Il sistema, di origine svizzera, è stato già utilizzato per monitoraggio in tempo reale e l’allertamento rapido di valanghe e frane veloci. Il radar infatti è dotato di segnalazione acustica.

In aggiunta al radar, sono presenti operatori esperti per il monitoraggio visivo. La scelta dei settori da monitorare e le modalità di utilizzo operativo delle due tecnologie è stata concordata con il Tavolo tecnico. Tutte le operazioni relative all’utilizzo del sistema sono supportate da Dipartimento, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Genio militare Esercito e associazioni di volontariato specializzate, in primo luogo il Cnsas.

Il Tavolo ha inoltre stimato i dati provvisori relativi alla valanga che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano: al momento dell’impatto aveva raggiunto una massa di circa 120.000 tonnellate e una velocità tra i 50 e i circa 100 Km/ora.

L’attenzione è alta in tutte le Regioni interessate dal maltempo e dai terremoti. Le Regioni possono richiedere agli esperti sopralluoghi per la valutazione della rischio di distacco di nuove valanghe. In particolare verifiche con sorvolo sono già state realizzate nell’area dei Monti Sibillini.

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