FERMO – Continua, da parte dell’unità di crisi dei beni culturali della Regione Marche, costituita da storici dell’arte, restauratori e fotografi del Mibact, l’opera di recupero dei beni custoditi in chiese lesionate dal sisma.

Le operazioni vengono condotte dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale, dai caschi blu della cultura dei Battaglioni di Bari e Bologna, dai vigili del fuoco.

Nella giornata del 24 gennaio si stanno mettendo in sicurezza i beni contenuti nella chiesa di Sant’Agostino a Fermo, tra le più conosciute nelle Marche per importanza storica e artistica. Venne costruita nel 1250 per iniziativa dell’ordine eremitano, sotto il papato di Innocenzo IV, che aveva concesso il privilegio di indulgenze a chi avesse contribuito alla costruzione. Contribuirono alle spese il vescovo di Fermo Filippo II e il nobile veneto Raniero Zeno, podestà di Fermo nel 1252.

Tra i beni recuperati, molte statue lignee policrome del 1500-1600; tele seicentesche, arredi sacri sempre del 600 e un’importante croce dipinta del 1600.

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