ASCOLI PICENO – Poesia, letteratura, impegno civile. Sabato 28 gennaio alle ore 17.30 presso la Sala dei Savi, Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, verrà presentato il libro di Federico Garcìa Lorca intitolato “E poi libri, e ancora libri”, appena uscito per le edizioni Lindau, Torino. Il famoso attore Giorgio Colangeli converserà con il curatore dell’opera Lucilio Santoni. Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni omaggi poetici visivi di Ivana Manni ispirati al grande poeta spagnolo. Introduce Gino Troli.

«Non di solo pane vive l’uomo. Io, se avessi fame e mi trovassi invalido in mezzo alla strada, non chiederei un pane; ma chiederei mezzo pane e un libro. […] Libri, libri! È questa una parola magica, che equivale a dire: amore, amore! Una cosa che i popoli dovrebbero chiedere, così come chiedono il pane o come invocano la pioggia per i loro campi seminati». Federico García Lorca (dal discorso di inaugurazione della biblioteca di Fuente Vaqueros, suo paese natale)

Quando nel settembre del 1931 García Lorca pronunciò queste parole, in Spagna, la Repubblica aveva trionfato da pochi mesi e la libertà faceva di nuovo la sua comparsa in un Paese a lungo oppresso dalla dittatura.

Il poeta sosteneva che il motto di una Repubblica avrebbe dovuto essere: «Cultura!», poiché solo questa rappresenta la luce che può guidare un popolo nella costruzione di una società democratica e pacifica.

Ed è dal discorso del grande poeta che Lucilio Santoni muove per porre una questione difficile e sempre attuale: perché quella passione che García Lorca mostra per la costituzione di una biblioteca viene spenta nel sangue (insieme alla sua stessa vita) solo cinque anni dopo? Perché i libri, che il poeta pone al centro della nuova vita del Paese, non hanno impedito l’ascesa di una nuova dittatura? La riflessione di Santoni prende nutrimento, ancora, dai libri, dalla poesia, dalla vita, e approda a una risposta che è un verso poetico posto a titolo del suo saggio: E nell’anima aprire biblioteche.

Federico García Lorca, nato il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, è uno dei più celebri poeti spagnoli, principale esponente dell’avanguardia nota come Generazione del ’27. Durante gli anni dell’Università, a Madrid, ebbe rapporti con i più grandi artisti della sua generazione, da Luis Buñuel a Salvador Dalí a Pablo Neruda. Poeta da sempre impegnato sulle questioni sociali, si batté a favore della libertà e della Repubblica. Venne fucilato il 19 agosto 1936 dai nazionalisti seguaci di Franco.

Lucilio Santoni opera nel settore culturale (in particolare, organizzazione di eventi), si interessa di scienze umane e di poesia. Collabora con musicisti, teatranti e direttori di festival. Il suo ultimo libro pubblicato è Cristiani e anarchici. Viaggio millenario nella Storia tradita verso un futuro possibile (Infinito Edizioni). Scrive su l’«Huffington Post».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 153 volte, 1 oggi)