ROMA – L’aumento delle accise annunciato il primo febbraio nella lettera del Ministero dell’Economia alla Commissione Ue scatena le proteste del Codacons, pronto alla battaglia contro l’ennesimo ritocco al rialzo della tassazione sui carburanti.

“Gli automobilisti italiani sono senza dubbio la categoria più tartassata d’Europa – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Negli ultimi anni i governi di ogni colore politico hanno fatto un uso intensivo delle accise sui carburanti per reperire risorse, tasse di scopo che vengono adottate per risolvere emergenze del momento, ma che non vengono più soppresse, continuando a pesare per sempre sulle tasche degli italiani”.

“E che gli automobilisti siano utilizzati come veri e propri “sportelli bancomat” lo dimostrano i numeri: tra il 2011 e il 2016 le accise sulla benzina sono aumentate complessivamente del +29% – spiega il Codacons – mentre quelle sul gasolio sono rincarate addirittura del +46% (percentuali che salgono rispettivamente al +31% e + 48% se si considera l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 22%).

Negli ultimi 5 anni, infatti, i governi hanno fatto ricorso all’aumento delle accise per finanziare il Fondo unico dello spettacolo, l’emergenza in Libia, l’alluvione in Liguria, il terremoto in Romagna, e ben 3 volte per correggere i conti pubblici.

“Per tale motivo annunciamo già da oggi battaglia contro l’ennesimo ricorso alle tasse sui carburanti previsto nella lettera inviata ieri dal Ministero dell’economia all’Ue – afferma il presidente Carlo Rienzi – e siamo pronti ad impugnare qualsiasi provvedimento del Governo in tal senso”.

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