ROMA – A spingere l’inflazione è l’aumento record del 20,1% dei prezzi dei vegetali freschi e dell’7,6% della frutta rispetto allo stesso mese dello scorso anno per effetto del maltempo che con gelo e neve ha decimato le coltivazioni agricole.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commentare i dati Istat sull’inflazione che raggiunge a gennaio il valore tendenziale dello 0,9% il valore piu’ alto dal 2013. L’aumento dei prezzi dei vegetali freschi a gennaio – sottolinea la Coldiretti – è consistente anche rispetto a dicembre con un rincaro del 14,3%.

“L’ondata di maltempo ha provocato a gennaio danni nelle campagne superiori ai 400 milioni di euro ma insieme agli agricoltori a pagare il conto dei cambiamenti climatici – continua la Coldiretti – rischiano di essere anche i consumatori che subiscono gli effetti delle speculazioni in una situazione in cui i prezzi degli ortaggi aumentano in media del 200% dal campo alla tavola”.

“Nel mese di gennaio – continua la Coldiretti – dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Sardegna sono decine di migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole, per effetto del gelo che ha bruciato le piantine, ma – sottolinea la Coldiretti – sono saltate molte consegne di verdure salvate e di latte per i problemi di viabilità soprattutto nelle aree interne”-

“Gravi sono anche i danni che si sono verificati sugli agrumeti così come per i vigneti di uva da tavola che hanno ceduto sotto il peso della neve le cui conseguenze sul mercato – precisa la Coldiretti – potranno essere verificate solo nei prossimi mesi. Alcuni prodotti però – conclude la Coldiretti – sono già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi e non sono dunque giustificabili eventuali rincari”.

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