MONTEMONACO – Una questione che da paesana rischia di diventare un caso nazionale, volenti o nolenti. Le dichiarazioni del sindaco di Montemonaco Onorato Corbelli rilasciate a Il Fatto Quotidiano (clicca qui) rialzano il polverone attorno alla Casa Gioiosa, struttura di proprietà della Diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto che accoglie dallo scorso agosto molti sfollati del Comune al seguito del terremoto.

“Non capisco perché il sindaco abbia detto quelle parole, poiché a lui non compete né la decisione sul tempo di permanenza né il pagamento delle spese” assicurano dalle parti della Curia, un po’ interdetti dalle dichiarazioni di Corbelli. Perché già due giorni fa la Diocesi aveva emesso un comunicato per chiarire che la richiesta di chiarimenti era stata indirizzata al vicecommissario straordinario per il terremoto, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, e il presidente di Anci Marche, Mario Mangialardi, sindaco di Senigallia.

E per approfondire ulteriormente, anche alla luce delle dichiarazioni della consigliera comunale di opposizione Lorena Bei, avevamo intervistato ulteriormente il sindaco Carlo Bresciani. Dal sindaco, invece, una giravolta in poco più di 24 ore: da “smentisco categoricamente che ci sia un conto da pagare”, a PicenoOggi l’8 febbraio, ai ci sono 54 mila euro da pagare stimati da Il Fatto Quotidiano.

Di seguito alcuni passaggi dell’articolo di Valerio Valentini:

Ebbene, la Curia ora pretende che il Comune paghi l’affitto per tutte le persone ospitate; il sindaco Corbelli non ci sta, e chiede che nel computo totale non si tenga conto dei volontari della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco che hanno mangiato e dormito a Casa Gioiosa. “Che senso ha – spiega il primo cittadino – esigere una quota anche per chi ci ha soccorso e ha, tra l’altro, messo in sicurezza le nostre Chiese?”. Sta qui, il motivo del contendere.

“A novembre chiedemmo l’utilizzo di Casa Gioiosa per 3 mesi, proponendo un risarcimento forfettario di 7mila euro. Ci sembrava una cifra congrua per compensare gli incassi a cui la struttura avrebbe dovuto rinunciare nelle vacanze natalizie: periodo durante il quale ogni anno vengono ospitati gruppi di turisti, non soltanto religiosi”. Offerta rigettata, però. “La Curia pretese 12 euro a persona al giorno; la nostra controproposta a quel punto fu di 10 euro, e venne accettata”. Ma l’accordo evidentemente non era stato discusso nei dettagli. “Noi – afferma Corbelli – davamo per scontato che avremmo dovuto pagare solo per i cittadini di Montemonaco. E invece la Curia pretende la quota anche per i volontari e gli operatori: in tutto circa 30 persone”. La differenza non è di poco conto. Calcolatrice alla mano, si tratta di quasi 27mila euro in più o in meno, su un totale di 54mila.

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