ASCOLI PICENO – Riprendiamo un commento dell’ex sindaco di Roccafluvione ed ex assessore provinciale Peppe Mariani, che negli ultimi mesi è diventato un’anima critica sul tema della ricostruzione e uno dei punti di riferimento per i movimenti di protesta almeno nel Piceno. 

Dopo quasi 6 mesi di inefficienze e ritardi, dopo le tante promesse e le frasi ad effetto pronunciate dalle varie cariche istituzionali che hanno fatto visita nelle zone colpite dal terremoto, dopo quei più o meno convinti e convincenti appelli di qualche sindaco, dopo che i terremotati stanchi e sfiduciati sono scesi in piazza…

Dopo tutto questo, il governo emana un decreto terremoto (il terzo) che è un’offesa per i terremotati. Una ennesima e chiara presa in giro infarcita di norme poco chiare e contraddittorie. (clicca qui per leggere il decreto Decreto terremoto)

E soprattutto con l’indicazione di far acquisire dalle regioni case, da dare ai terremotati in zone distanti dai borghi distrutti dal sisma. Alcuni, anche tra noi che abbiamo cercato di farci sentire, iniziano a dire “forse dovremmo accontentarci“, altri dicono “aspettiamo di vedere gli effetti del nuovo decreto”.

Bene: siamo un paese “addormentato” e senza speranze.

Tutti presi a tutelare i propri piccoli interessi: ogni comune o frazione, fa il suo comitato e va per proprio conto. Qualcuno che prova a fare qualcosa viene tacciato di voler speculare sul dolore, di volersi mettere in “vista” sulla pelle dei terremotati. Imbroglioni di ogni sorta che si inventano associazioni e provano a mettere “il cappello” su ogni iniziativa organizzata pro terremotati…

 

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