ROMA – Prosegue l’attività delle squadre di tecnici ed esperti abilitati per le verifiche di agibilità, sia con procedura AeDes (Agibilità e Danno in emergenza sismica), avviata fin dai primi giorni successivi alla scossa del 24 agosto, sia con procedura FAST (Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto), attivata dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre.

Al 13 febbraio sono complessivamente 107.149 i sopralluoghi di agibilità effettuati nelle Regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo in 5 mesi, grazie all’impegno di circa 5.200 tecnici: si tratta di professionisti appartenenti ai Consigli nazionali degli Ingegneri, Architetti, Geometri e Geologi impiegati a titolo volontario, nonché di tecnici dei centri di competenza del Dipartimento, delle Regioni, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Nella giornata del 14 febbraio sono operative sui territori 147 squadre per i sopralluoghi, a cui si aggiungono 27 tecnici impegnati nel supporto ai centri di coordinamento e alla digitalizzazione delle schede.

Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza, sono state acquisite e digitalizzate 47.803 schede AeDes, tra edifici pubblici e privati: di queste, 2.184 hanno riguardato edifici scolastici (66% agibili, 6% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità); 1.766 hanno riguardato altri edifici pubblici (45% agibili, 22% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità). Su 43.853 edifici privati, il 45% è risultato agibile, a cui si aggiunge un 6% di edifici che non risultano danneggiati ma sono inagibili per rischio esterno, mentre il 30% è stato dichiarato inagibile e i restanti hanno avuto esiti di parziale o temporanea inagibilità.

Le squadre attivate con procedura FAST a partire dai primi di novembre, in seguito alle forti scosse di fine ottobre, hanno condotto ad oggi 59.346 sopralluoghi sui soli edifici privati. Di queste ultime, 46.594 hanno consentito l’attribuzione dell’esito: di agibilità per quasi il 57% degli esiti attribuiti, a cui si aggiunge un 3% di edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano non utilizzabili per solo rischio esterno, mentre il 40% ha dato esito di non utilizzabilità per temporanea, parziale o totale inagibilità. Sono invece 12.500 gli edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili o sono comunque necessari ulteriori sopralluoghi. Il numero di edifici interessati e le percentuali degli esiti di valutazione del danno, però, variano significativamente nelle quattro regioni interessate.

In particolare, nella Regione Marche su 28.234 verifiche FAST su edifici privati, sono 23.335 le verifiche per le quali è stato attribuito l’esito: risultano 10.610 edifici agibili (45% degli esiti), 803 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 11.922 “non utilizzabili” perché danneggiati.

Nella Regione Umbria su 18.408 verifiche effettuate sono 13.597 gli esiti attribuiti: risultano 9.497 edifici agibili (il 70% degli esiti) e 397 “non utilizzabili” per solo rischio esterno, mentre sono 3.703 gli esiti di “non utilizzabilità” per danneggiamento.

Nella Regione Abruzzo su 10.808 verifiche effettuate sono 8.608 gli esiti attribuiti: sono risultati 5.502 edifici agibili (quasi il 64% degli esiti), 336 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 2.770 “non utilizzabili” perché danneggiati.

Nel Lazio, su 1.896 verifiche effettuate, sono 1.306 gli esiti attribuiti: risultano 1.066 gli edifici agibili (81% degli esiti), 33 “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 207 “non utilizzabili” perché danneggiati.

Il protrarsi della sequenza sismica – che dal 24 agosto ha fatto registrare oltre 55mila scosse, di cui nove di magnitudo superiore a 5 -, ha più volte incrementato il numero delle richieste di sopralluogo: per questa ragione, la stima dei sopralluoghi ancora da effettuare, che alla data del 18 gennaio era di circa 91mila, risulta ad oggi in aggiornamento. I

n seguito ai nuovi eventi sismici registrati il 18 gennaio, infatti, il Dipartimento ha emesso il 12 febbraio una circolare che prevede che per i Comuni di Montereale, Capitignano, Campotosto, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, Scoppito, in provincia di L’Aquila, Amatrice, Accumoli, Antrodoco e Borbona, in provincia di Rieti e Arquata, in provincia di Ascoli Piceno, sia prorogata alla data del 28 febbraio la scadenza per la richiesta di primo sopralluogo o revisione di un precedente sopralluogo con scheda Fast con esito utilizzabile o scheda Aedes con esito ‘Agibile’ (A).

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