ANCONA – La Giunta regionale ha approvato le procedure per finanziare gli investimenti vitivinicoli nella campagna 2016/2017.

A disposizione delle imprese regionali produttrici di vino, aziende agricole e imprese di trasformazione, ci sono risorse comunitarie per 4,2 milioni di euro, previste dalla misura “Investimenti” dell’Organizzazione comune di mercato del settore vitivinicolo (Ocm Vino) in applicazione del regolamento UE n.1308/2013.

La misura è inserita nel Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo (Pns) e prevede contributi del 40 per cento della spesa ammessa. L’atto approvato dalla Giunta consente di avviare il bando regionale, che verrà emanato nei prossimi giorni, con scadenza il 7 aprile 2017.

Sarà gestito, tramite le strutture della Regione, sulla base delle procedure stabilite dall’Agenzia per l’erogazione in agricoltura (Agea) che provvederà alla concessione dei contributi previsti. Le domande di aiuto andranno presentate telematicamente sul portale SIAN, all’indirizzo www.sian.it.

“Le risorse serviranno per promuovere investimenti vinicoli, come impianti e infrastrutture di trasformazione, e per sostenere la commercializzazione dei vini regionali tramite interventi per punti vendita aziendali ed extra aziendali – chiarisce la vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Anna Casini – L’obiettivo è quello di migliorare la capacità produttiva e la competitività aziendale, adeguandole alla richiesta di mercato”.

Nelle Marche si intende privilegiare le imprese vinicole, singole e associate, che realizzeranno interventi con effetti positivi in termini di risparmio energetico, efficienza energetica globale e processi sostenibili sotto il profilo ambientale.

Sulla base delle precedenti campagne, punteggi aggiuntivi saranno riconosciuti agli imprenditori agricoli di età inferiore a 40 anni, ai produttori di vini biologici certificati, di vini Dop (Denominazioni origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta), ai produttori che aderiscono ai consorzi di tutela dei vini, oltre agli investimenti che ricadono nelle aree colpite dal recente sisma e delimitate dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

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