ANCONA – E’ dettata dall’esigenza di rendere effettiva la protezione alle donne vittime di violenza la delibera adottata dalla Giunta regionale per volontà dell’assessora alle Pari opportunità, Manuela Bora, che istituisce la ‘Rete regionale antiviolenza delle Marche’.

“Garantire la parità di genere e contrastare la violenza alle donne – sottolinea l’assessora Bora – sono due impegni politici che ho assunto sin dall’inizio del mio mandato e una volontà ben precisa che intendo perseguire con determinazione. La Rete che abbiamo istituito è uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla tutela e per proteggere le donne ferite dalla violenza”.

La ‘Rete regionale antiviolenza delle Marche’ riconosce, rafforza e coordina in una logica di rete il sistema degli interventi tra diversi soggetti che a vario titolo operano per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere: Reti territoriali antiviolenza a livello locale, Enti locali associati negli Ambiti territoriali sociali, Centri antiviolenza e Case di accoglienza (o Case rifugio), istituzioni e soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno della violenza.

L’adesione alla Rete regionale avviene tramite stipula di un Protocollo di intesa interistituzionale con la Regione Marche che verrà condiviso con tutte le parti interessate. Il coordinamento regionale del sistema delle politiche di prevenzione e contrasto sarà il ‘Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere’ quale sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la società, integrato da maggio 2016 con i Coordinatori degli Ambiti Territoriali Sociali dei cinque Comuni capofila dei relativi territori provinciali. Entro l’anno verranno confermate o costituite le Reti territoriali antiviolenza a cui aderiscono tutti gli Ambiti che trovano espressione nei Tavoli di coordinamento locale antiviolenza dei territori provinciali.

Si tratta di organismi di carattere operativo indispensabili per garantire nei diversi territori la comunicazione tra i soggetti aderenti alla Rete locale (servizi sociali, centri antiviolenza, case rifugio, forze dell’ordine, presidi ospedalieri, istituzioni scolastiche, Prefetture, Autorità giudiziarie) insieme ad una adeguata presa in carico, protezione e reinserimento lavorativo delle donne e dei loro figli, anche in situazioni di emergenza perché vittime di violenza nelle diverse forme in cui può esprimersi (fisica, sessuale, psicologica, economica e atti persecutori).

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