ARQUATA DEL TRONTO –  “Delle smaltimento delle macerie,  se ne occupano la PicenAmbiente e l’Htr“. Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto, introduce così l’argomento delle macerie, molto sentito tra la popolazione arquatana.

“La PicenAmbiente sta rimuovendo le macerie sulla strada di Capodacqua e Pescara – spiega Franchi –  per ottimizzare la viabilità, con le autorizzazioni dei proprietari degli edifici. L’obbiettivo è quello di allargare la strada a Pescara, sul ciglio sinistro per l’eventuale e futura viabilità dei mezzi pesanti. A Capodacqua stanno continuando i lavori di smaltimento per la salvaguardia del tempietto ottagonale”.

Nel frattempo, alcuni residenti di Capodacqua hanno scelto di rinunciare alle casette di legno, preferendo l’attesa della ricostruzione del loro paese in soluzioni abitative diverse, scegliendo l’opzione del Cas.

Gli abitanti di Capodacqua comprendono le difficoltà e il disastroso stato della rete viaria ma preferivano poter continuare a vivere nel proprio paese. “Far morire Capodacqua e Tufo non è moralmente corretto” – ribadiscono alcuni residenti delle due frazioni.

Nei prossimi giorni, PicenAmbiente e Htr si recheranno a Colle e Spelonga, per liberare le strade dalle macerie degli edifici crollati.

L’Htr si occuperà, inoltre, dello smaltimento delle macerie dell’edificio scolastico, in collaborazione con la PicenAmbiente qualora subentrasse la necessità. Dall’altro versante, si provvederà a riaprire la strada per raggiungere Castelluccio, eliminando completamente le macerie e l’eventuale messa in sicurezza di alcuni edifici nella frazione di Piedilama. I lavori per la messa in opera delle SAE di Piedilama e Pretare sono partiti, dunque è giusto garantire una viabilità idonea al rientro degli abitanti.

Errani ha affermato di non poter garantire di ricostruire Arquata com’era, cosa ne pensa l’amministrazione comunale?

“Con Errani, non vogliamo creare polemiche o allarmismi – continua Franchi – crediamo nelle promesse fatte all’inizio, circa la ricostruzione di prime e seconde case”

“Ccom’era, dov’era”, ove possibile, altrimenti si troveranno, insieme alla cittadinanza e ai tecnici, soluzioni congrue con la vivibilità nel proprio territorio d’appartenenza.

Per quanto riguarda i presidi militari, il sindaco Aleandro Petrucci e l’assessore Sandro Onesi hanno partecipato a un incontro presso il comitato per la sicurezza, nel quale si è discusso del futuro dei presidi. Cambieranno la modalità, divenendo dinamici e statici.

Per la frazione di Pretare rimarrà il presidio fisso, per Spelonga, Colle e Pescara sono previsti quelli dinamici.

Quando ci sarà il presidio fisso, è prevista la presenza della pattuglia di militari o le altre forze dell’ordine. Nell’altro caso, per dinamicità si intende la circolazione delle pattuglie, anche all’interno dei paesi, ove possibile.

Il controllo della sicurezza del territorio arquatano sarà sempre garantito, seppure in modalità diverse.

 

 

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