“Un sogno costruito sulle speranze e sul lavoro. Una certezza e una realtà che va sostenuta e rafforzata, perché le sfide moderne vanno affrontate e vinte insieme”. È quanto commenta la vice presidente Anna Casini che, oggi, a Verona, ha partecipato al Convegno sui “Sessant’anni di Europa, sessant’anni di Politica agricola comune: l’agricoltura europea, dalle radici al futuro”.

L’evento è stato promosso dal ministero dell’Agricoltura, alla vigilia dell’inaugurazione della 51a edizione del Vinitaly, il Salone internazionale del vino che, quest’anno, coincide con il sessantesimo anniversario della firma di trattati di Roma. Alla cerimonia sono intervenuti il ministro Maurizio Martina, Roderick Galdes (ministro maltese per l’Agricoltura, presidente di turno del consiglio Agricoltura Ue) e Phil Hogan (commissario europeo per lo sviluppo rurale). “Quell’agricola è stata la prima politica comune adottata dalla Comunità europea per rafforzare la coesione degli Stati aderenti e promuovere una sviluppo solidale – ricorda Casini – Le trasformazioni sociali hanno prodotto un’evoluzione economica che ha privilegiato modelli di sviluppo più legati al manifatturiero e al terziario. Ma, ancora oggi, l’agricoltura assorbe circa il 40 per cento del bilancio europeo e risulta essenziale per il rilancio di vaste zone dei Paesi membri. La realtà del terremoto che ha colpito l’Italia centrale e le Marche, in particolare, ha evidenziato come il settore primario rimanga essenziale per promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo nelle aree interne, dove alternative occupazionali stentano a consolidarsi. Oramai i bilanci regionali si reggono sulle risorse europee, essendo sempre più scarse quelle trasferite dallo Stato. Per le politiche agricole le Marche ricevono dall’Europa 537,96 milioni di euro nel settennio in corso. Questo deve farci riflettere che, senza Europa, non c’è futuro, che l’Europa si costruisce e migliora assieme”.

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