VERONA- Nella mattinata di ieri il  ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha inaugurato Vinitaly 2017, alla presenza del presidente di Veronafiere Maurizio Danese, del commissario europeo all’Agricoltura e allo sviluppo rurale Phil Hogan, del sindaco di Verona Flavio Tosi, del presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello, del presidente della Regione Luca Zaia e del presidente di ICE-Agenzia Michele Scannavini e Robert Yang, presidente e ad di 1919, il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline in Cina.

Vinitaly si conferma così un appuntamento che va oltre la manifestazione fieristica, che pure è la prima al mondo per superficie espositiva e numero di visitatori, per essere uno dei momenti in cui si discute del futuro del vino e dell’agricoltura in ottica europea.  Il salone si svolge in contemporanea a Sol&Agrifood, manifestazione sull’olio extravergine di oliva e l’agroalimentare di qualità. Vinitaly ha anche l’obiettivo di formare esperti che, di fatto, rappresentano una comunità di ambasciatori del vino made in Italy. E questo grazie a Vinitaly International Academy e a format originali come OperaWine, Wine2Wine, Enolitech, Vinitaly&TheCity, Vinitaly Wine Club, 5 star Wines “The Book”, Sol & Agrifood. Vinitaly, Sol&Agrifood e Enolitech quest’anno vedono la presenza di 4.768 aziende. Vinitaly, da solo, conta 4.272 espositori da 30 Paesi, con un incremento del 4% sull’anno precedente e una crescente importanza di presenze estere. Le Marche che ormai sono sempre più protagoniste.

 

Anche questa edizione imperdibile per buyer, operatori e appassionati del vino. Prima giornata molto densa, fitta di appuntamenti e tanti i visitatori. In esclusiva per Piceno oggi, alcuni imprenditori piceni ci raccontano direttamente dal Vinitaly le loro aspettative e i loro obiettivi per questa edizone. Angela Velenosi, titolare dell’azienda Velenosi Vini ed ex Presidente del Consorzio di tutela dei vini piceni, ci racconta la sua esperienza pluridecennale come espositore e come è cambiato il Vinitaly nel tempo: “E’ aumentata la presenza di vini internazionali, per l’Italia era la fiera più importante del mondo ma ora anche altre realtà mondiali sentono l’importanza di essere qui, sono 25 anni che esponiamo. Il Consorzio ha portato 34 aziende, e hanno portato avanti l’importante  decisione di venire qui tutti insieme.”

Giacomo Centanni, della Cantina Centanni di Montefiore dell’Aso,conosciuta come l’azienda del vino dal tappo di vetro: “Meno curiosi e più persone del settore, un bene per noi delle aziende che cerchiamo di fare business, anche nel mondo per noi in Italia è sufficiente. Ci sono anche appassionati ma di qualità. La nostra azienda è molto giovane, da 10 anni qui e ogni anno abbiamo avuto un risultato positivo e aumentato il fatturato. Investiamo molto sull’Italia.”

Anche i vignaioli indipendenti, sotto il marchio FIVI, si sono presentati insieme, nel padiglione Vivit, anche i vignaioli biologici del consorzio Terroir Marche. Intervista in esclusiva anche le voci di due realtà molto importanti, Paola Massi dell’Azienda Agricola Fiorano, che spiega come la Fiera sia diventata più specifica: “Sta andando bene, siamo molto contenti abbiamo incontrato chi doveva passare ma anche nuovi operatori. C’è molta attenzione per il settore dei vini biologici Le Marche riescono pian piano a farsi conoscere al pubblico straniero.”

Provenienti invece da da due mondi diversi (ascolano ed ex giornalista uno Paolini e statunitense ed ex chirurgo l’altro  Raffaele e Dwight, meglio conosciuti come Paolini&Standford: “Siamo una cantina piccola e per attirare le persone è difficile, il primo giorno è sempre di rodaggio parteciperemo a due eventi, la Fiera di Terroir Marche a Macerata e la Mangialonga Picena. Ho incontrato il mio socio Paolini ad un master ed abbiamo deciso di iniziare questo percorso insieme, siamo fiduciosi.”

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