ASCOLI PICENO – Andrea Favilli, in ritiro con la Nazionale Under 20 qualche giorno fa viene vhiamato dal CT della Nazionale maggiore, Ventura per due giorni di stage. L’attaccante racconta le sue emozioni:

“La convocazione in Nazionale maggiore è stata totalmente inaspettata; già quella in Under 21 a inizio anno era per me impensabile, figuriamoci la chiamata di Ventura. La Nazionale è il sogno di tutti. Nei due giorni di stage mi sono sentito subito in famiglia, un po’ perché conoscevo tanti ragazzi dell’Under 21 come Mandragora, Pellegrini, Cataldi ed altri, un po’ perché il Mister mi ha messo subito a mio agio. E’ successo tutto in fretta, lunedì ero a Roma con l’Under 20, avevo già fatto il primo allenamento e all’ora di pranzo mi hanno chiamato il procuratore, papà e Giaretta. Il primo a congratularsi è stato Cassata perché eravamo in stanza insieme e subito dopo Orsolini e tutti gli altri compagni dell’Ascoli. E’ chiaro che ora avrò tanti più occhi puntati addosso e in campo dovrò dimostrare anche di più, ma vivrò la situazione con massima serenità, consapevole che fino al termine della stagione dovrò pensare alla salvezza dell’Ascoli”.

In pochi mesi la stagione dell’attaccante toscano è cambiata radicalmente:

“Se faccio un passo indietro devo dire che sono accadute tante cose negli ultimi mesi: la scelta di Ascoli è stata senz’altro la migliore, è la società che, come ho sempre detto, mi ha voluto con maggiore insistenza, c’erano tante squadre interessate a me dopo l’annata positiva  con la Primavera, ma il progetto dell’Ascoli sui giovani era il migliore fra tutti. Il passo dalla Primavera alla Serie B è grande e le mie aspettative sono sempre alte. Ricordo che quando arrivai mi parlarono subito di Petagna, che aveva segnato 7 gol l’anno scorso e io, che non voglio essere secondo a nessuno, avrei voluto rendere almeno quanto lui. Il caso ha voluto che in Nazionale maggiore fossi in camera proprio con lui, che è stato lanciato in Serie A proprio dall’Ascoli e quindi abbiamo parlato molto dell’esperienza in bianconero. Ci eravamo fatti i complimenti reciproci via sms anche quando io ho esordito in Under 21 e lui in Nazionale maggiore. La convocazione è stata motivo di orgoglio per la Società, per i tifosi, per il Mister e lo staff e chiaramente per me. La prima cena che dovrò offrire però è per la mia famiglia. In Nazionale ho ritrovato Vanoli, che fa parte dello staff di Ventura (cura la fase offensiva) e che mi ha allenato in Under 18 e 19 e questo mi ha facilitato perché conoscevo già a memoria i movimenti da fare; era felicissimo perché ha sempre creduto in me guidandomi fino alla finale dell’Europeo Under 19. Il messaggio più importante, fra tanti che ho ricevuto, è stato quello di un mio vecchio allenatore del Navacchio Zambra ai tempi  dei Giovanissimi, uno che mi ha cambiato soprattutto caratterialmente quando facevo fatica anche ad accettare le sconfitte. Quel periodo lo ricordo con grande affetto tanto che il mio migliore amico è Andrea Benedetti, che giocava con me in quella squadra e che ora è in D a Forte del Marmi”.

Il presente si chiama Ascoli, la squadra con cui ha già messo a segno 8 gol: “A parte i primi tempi in cui ho pagato la mancanza di preparazione estiva, ho iniziato ad essere in condizione da dicembre, merito di tutti, della Società, di Giaretta, del Mister e dello staff, che mi ha aiutato ad entrare in forma. Mi hanno sempre trasmesso fiducia anche nei primi mesi quando non rendevo per quello che potevo. La mia crescita dall’inizio ad oggi è merito sicuramente  di Mister Aglietti e anche  di Simone Masi, mi hanno aiutato tantissimo. Poi il Mister è stato attaccante e quindi c’è solo da imparare da lui  e io voglio apprendere tutto quello che mi viene detto con grandissima umiltà perché non sono ancora nessuno. Fra i gol messi a segno considero più importante il primo, quello in casa con l’Entella, la rete del 2-1, è stata per me una liberazione dopo i momenti difficili che avevo passato nei primi mesi. Il gol più emozionante invece è sicuramente quello di sabato con il Frosinone: alla fine quando non ci credeva più nessuno, ho segnato, è stata un’emozione incredibile, quando mi sono girato ho visto tutte le persone della panchina che erano entrate in campo per abbracciarmi, poi fare gol sotto la nostra curva è stato bellissimo. Quello ottenuto col Frosinone è stato un punto fondamentale moralmente e psicologicamente perché ha interrotto una serie negativa e perché ci dà la spinta per affrontare le prossime quattro partite, che saranno decisive in chiave salvezza”.

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