ASCOLI PICENO – Il Questore di Ascoli Piceno, Mario Della Cioppa, ha impresso un deciso giro di vite sul controllo dell’attività di raccolta delle scommesse e installazione degli apparecchi per il gioco lecito. Sulla materia è intervenuta un’importante innovazione regolamentare.

La recente “Legge Regionale 3” emanata il 7 febbraio, in materia di tutela della salute e di politiche sociali, dispone il divieto d’installazione di apparecchi e congegni per il gioco in locali che, se situati in centri con popolazione superiore ai cinquemila abitanti, non distino almeno cinquecento metri (distanza ridotta a trecento metri per i centri più piccoli) da luoghi definiti “sensibili”, principalmente scuole di ogni ordine e grado, istituti di credito, sportelli bancomat e uffici postali.

Nell’ottica di una più incisiva azione di prevenzione degli aspetti patologici del gioco che spesso causano una vera e propria dipendenza (la cosiddetta ludopatia) e per tutelare le fasce deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione (minori attratti dalla possibilità di realizzare facili vincite) il Questore di Ascoli Piceno, competente al rilascio della licenza di raccolta scommesse e installazione di apparecchi per il gioco lecito, ha disposto il diniego dell’autorizzazione ad aprire un punto di raccolta delle scommesse in un popoloso quartiere della periferia della città di Ascoli.

Dall’attività istruttoria svolta dalla Divisione Amministrativa della Questura e dal parere acquisito dal competente ufficio del Comune di Ascoli Piceno è risultato che i locali in cui l’attività doveva essere esercitata si trovano a distanza ravvicinata, in contrasto perciò con i parametri di legge, da una chiesa con annesso oratorio e prossimi ad un ufficio postale.

Tale indirizzo verrà mantenuto per tutte le nuove istanze di autorizzazione di apertura di sale giochi e scommesse mentre, per quanto riguarda gli esercizi già autorizzati, questi dovranno rispettare i parametri fissati dalla legge e mettersi in regola con le distanze dai luoghi sensibili entro e non oltre il 31 dicembre 2019, pena la revoca del titolo e la conseguente chiusura dell’attività.  

L’azione di contrasto al gioco illegale per la tutela delle fasce deboli (minori, anziani ma anche padri e madri diventati schiavi del gioco con effetti rovinosi sulla famiglie) già attuata dalla Polizia di Stato proseguirà con incisività.

Sull’argomento saranno importanti le decisioni che verranno assunte dai Comuni, sempre più chiamati a concorrere alla sicurezza della comunità, cui la menzionata legge regionale assegna la competenza a disporre limitazioni di orario di apertura dei locali in cui si svolge l’attività di raccolta di scommesse e quelli nei quali sono installati apparecchi per il gioco lecito.

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